Francesco Apicella
Ecco cosa avvenne sul set del film “Che fine ha fatto Baby Jane”
Per la rubrica “Spettacolo: fattarielle e ‘nciuci”, questa settimana vi voglio raccontare qualche aneddoto accaduto sul set del bellissimo film “Che fine ha fatto Baby Jane” diretto da Robert Aldrich nel 1962 e tratto dall’omonimo libro di Henry Farrell. Al botteghino il film ottenne un grande successo in tutto il mondo, fu lodato dalla critica e ottenne numerosi premi e riconoscimenti. Innovativo nella tecnica del montaggio, il film, diretto magistralmente, è un vero capolavoro di suspense ed è celebre soprattutto per la presenza di due delle più grandi star di Hollywood, nonché acerrime rivali dello schermo: Bette Davis e Joan Crawford. Le due attrici, note per il loro temperamento battagliero, difficile da controllare e da gestire, si fecero una guerra fredda per tutta la durata delle riprese, non risparmiandosi l’un l’altra critiche, ripicche e dispetti. Nelle scene in cui non era presente, la Crawford, invece di allontanarsi dal set, come era logico facesse, per innervosire la rivale, mentre recitava, si metteva seduta in un angolo e lavorando freneticamente a maglia, la guardava di sottecchi con compiaciuta aria di superiorità e disapprovazione. Nella sceneggiatura era prevista una scena cruciale, particolarmente drammatica e violenta, in cui la Davis, nel ruolo di Jane, scopre la sorella Blanche, interpretata dalla Crawford, mentre parla, di nascosto, al telefono col dottore per farla rinchiudere in una casa di cura per malattie mentali e, adirata, come un’ossessa, la prende a calci furiosamente e la rinchiude, legata, nella sua stanza. Naturalmente i calci dovevano essere finti ma la Davis, completamente immedesimata nel suo personaggio, ci mise tanta di quella foga nel darli che la Crawford, per paura di essere colpita per davvero o, semplicemente, per mettere in difficoltà la rivale, si scostò di scatto e quella, sbilanciata, colpì il muro così violentemente che si fratturò un piede. “Cara, ti sei fatta male?” esordì premurosa la Crawford, con finto viso contrito e la Davis, camuffando il dolore, con altrettanta falsità “Non è niente, cara, è una sciocchezza! Non ti preoccupare, starò bene in pochissimo tempo, la lavorazione del film continuerà senza interruzioni e non ci sarà bisogno di sostituirmi sul set con un’altra attrice!”. Nella drammatica scena finale, ambientata sulla spiaggia, le due attrici, come indicato dalla sceneggiatura, dovevano essere entrambe distese sulla sabbia ma la Davis impose al regista di girarla in maniera diversa perché la Crawford, per mostrare al suo pubblico un seno sempre giovane e sull’attenti, portava un reggiseno con un’impalcatura metallica ingegnosa che lo manteneva sempre alto e sodo anche quando era distesa. “Come faccio a recitare con quelle due colline davanti agli occhi?” protestò furiosa la Davis “non mi si vede neanche il viso!” E così ottenne di recitare la scena da seduta, mentre la Crawford la continuò distesa sulla sabbia, mostrando, orgogliosa, le sue inossidabili “colline”.

