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Contratto di locazione e canone concordato, ecco quali i vantaggi

07 Novembre 2016 Author :  

Il contratto di locazione a canone concordato è una particolare tipologia di contratto di locazione per immobili ad uso abitativo che consente un notevole risparmio sia per il conduttore che per il proprietario.
Tale tipologia di contratto di locazione è stata introdotta dalla legge n. 431/1998. La finalità della predetta legge è quella di garantire canoni di locazione “calmierati” per gli immobili ad uso abitativo “non di lusso”, in modo da consentire un accesso facilitato al mercato delle locazioni anche a soggetti “deboli”.
Per contro, i proprietari degli immobili che scelgono di stipulare questa tipologia di contratto locativo ottengono delle agevolazioni fiscali.
La legge prevede che vengano stipulati degli accordi, a livello territoriale, tra le associazioni degli inquilini e le associazioni dei proprietari di immobili che regolino l’utilizzo della predetta tipologia di contratto.
Tali accordi territoriali prevedono delle fasce di oscillazione del canone di locazione che può variare in base alle caratteristiche dell’unità immobiliare e dell’edificio in cui si trova: zona della città in cui si trova l’alloggio, tipologia dello stesso, stato di manutenzione, eventuale presenza di pertinenze (box auto, cantina), dotazione di mobilio, ascensore, ecc.
Applicando i predetti criteri, il canone di locazione può cariare da un minimo ad un massimo, che non può essere derogato in aumento, pena la nullità della pattuizione contraria.
La durata del contratto può anche essere inferiore a quella prevista per i contratti di locazione ordinaria (4+4).
Ultimamente i contratti di locazione a canone concordato stanno ottenendo nuovamente grande attenzione, in quanto la legge di Stabilità 2016 prevede ulteriori agevolazioni per i proprietari che affittano a canone concordato, con un ribasso sull’IMU pari al 25% e la possibilità di optare per una cedolare secca al 10%.
Anche i vantaggi per gli inquilini sono interessanti: oltre ad un canone di locazione più basso rispetto a quello di mercato, il conduttore qualora utilizzi l’immobile come abitazione principale, potrà usufruire di una detrazione dell’imposta per i redditi derivanti dall’Irpef di € 495,80 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71, ovvero di € 247,90 il reddito complessivo è compreso tra € 15.493,71 e € 30.987,41.
A fronte di tali agevolazioni, tuttavia, è necessario prestare attenzione alle clausole contrattuali. Qualora, infatti, l’inquilino e il proprietario pattuiscano un canone superiore a quello che, in base agli accordi territoriali, possa essere richiesto per un immobile con quelle caratteristiche, tale pattuizione sarà affetta da nullità e il conduttore – entro sei mesi dalla riconsegna dell’immobile locato – potrà agire in giudizio per la restituzione delle somme versate.

Avvocato Dario Noschese

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