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Punta Campanella e Baia di Ieranto da scoprire: ecco storia, cultura e itinerari

07 Giugno 2017 Author :  

Punta Campanella e Baia di Ieranto: un itinerario di straordinaria bellezza, che corre al margine dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, si trova sull’estrema propaggine della Penisola Sorrentina e ricade nel comune di Massa Lubrense. Uno dei luoghi più belli e rigogliosi dal punto di vista Naturalistico Terrestre e Subacqueo, che costeggia il mare da vicino, con sullo sfondo i faraglioni e l’isola di Capri. Un vero e proprio Paradiso naturale, uno dei luoghi più belli non solo della Penisola Sorrentina ma dell’intera Italia. In vista prima sul golfo di Napoli poi su quello di Salerno, con sullo sfondo la costa di Amalfi e Positano, offrendo alla vista gli isolotti di Isca, Vetara e, più in là, il minuscolo arcipelago de Li Galli. Un luogo di incomparabile bellezza.
La passeggiata ideale per gli amanti del mare e della natura e per gli amanti del tracking, attraversa a tratti dei punti di macchia mediterranea rigogliosa ricca di carrubo, ma anche di tipici terrazzamenti di ulivi.

BAIA DI IERANTO - La Baia di Ieranto è un’insenatura rocciosa tra Punta Campanella e Punta Penna, è la perla dell’Area Marina Protetta ed è raggiungibile solo a piedi. Un paradiso per appassionati di immersioni e di speleologia: tra falesie e fondali, ricchi di grotte e anfratti, abbondano ricci, stelle marine, ascidie, briozoi, spugne e molluschi e pesci di ogni specie sembrano volare sulle praterie sommerse di alghe brune e rosse e di Posidonia oceanica. Per non parlare delle baie, come la cala di Mitigliano e quella di Ieranto. si può raggiungere da Nerano percorrendo un magnifico sentiero, variante ideale del percorso principale. Si arriva in una magnifica caletta stretta tra impressionanti pareti di calcare, nelle quali si aprono grotte solo parzialmente esplorate. Questa Baia è frequentata fin da tempi remoti, come dimostrano alcuni scavi che hanno portato alla luce fornaci usate per produrre la calce, oltre a resti di una villa del II secolo d.C.

ITINERARIO - Si parte dal centro di Termini, piccola frazione di Massa Lubrense, punto di arrivo dell’Alta Via dei Lattari. Qui il sentiero (n. 00) procede dapprima per una stradina asfaltata in discesa poi su uno stradone sterrato alla base del versante settentrionale del Monte San Costanzo. L’affaccio sulla destra offre da subito un bel panorama sul golfo di Napoli, sul Vesuvio e sulle isole di Ischia e Procida, ben visibili nelle giornate limpide. In questo tratto di sentiero sono numerosi gli accessi alle case coloniche e agli uliveti, ricavati sul versante terrazzato. Poco più avanti, in corrispondenza di una parete verticale, lo stradone si trasforma in vero e proprio sentiero che, sempre comodo, procede tra la ricca macchia mediterranea. Si cammina tra euforbie e ginestre e in circa mezzora si raggiunge la torre della Minerva.
La torre precede il faro, affacciato a quaranta metri d’altezza sulla falesia calcarea, di fronte all’isola di Capri e ai suoi faraglioni. Da qui, attraverso una stretta fenditura nella roccia, si può scendere alla grotta di Minerva, scavata dalle onde nel detrito cementato accumulato alla base della parete. Bellissima la vista sulla vicina Baia di Ieranto.
Se si è paghi o si ha poco tempo a disposizione si può fare ritorno a Termini per la stessa via, ma per godere di un panorama davvero eccezionale conviene proseguire, seguendo sempre i segnavia. Il tracciato procede tra le rocce lungo la cresta occidentale del Monte San Costanzo, per raggiungere la cima (497 m), inconfondibile per la presenza di alcune antenne. Buona parte del sentiero corre sul bordo delle impressionanti pareti meridionali della montagna, affacciate sulla Baia di Ieranto. Giunti in prossimità delle antenne si aggira un ripido canalone che scende fino al mare e si guadagna poco dopo la strada asfaltata. La si segue in direzione nordest, verso la chiesetta di San Costanzo, per poi imboccare sulla sinistra il sentiero n. 46 che in circa un quarto d’ora scende a Termini, tagliando i tornanti della strada e approdando alle prime case del borgo.
Se si vuole visitare anche la magnifica e solitaria Cala di Ieranto, in prossimità della cima di M. San Costanzo occorre proseguire lungo il sentiero n. 00 e raggiungere Nerano. Da qui, imboccando il sentiero n. 39, si scende alla cala in circa mezzora di buon passo. Questa deviazione vale veramente la pena, in quanto consente di scoprire uno degli angoli più selvaggi della penisola, col suo mare e le alte pareti calcaree sulla destra, e la magnifica vista sul faro di Punta Campanella e, appena oltre, i faraglioni di Capri. Il ritorno è per la stessa via: sentiero n. 39 fino a Nerano, poi n. 00 fino a M. San Costanzo. Da qui si scende a Termini per il sentiero n. 46.

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