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Il sogno tra mito e realtà

06 Novembre 2017 Author :  

Namasté amici.

Come sapete per scrivere in questa rubrica mi rifaccio molto spesso alle mie esperienze personali, a quanto mi accade nella quotidianità. Bene! lo stesso sarà quest’oggi. Quando mi approccio ad una nuova conoscenza e, queste persone nuove, capiscono che lavoro faccio, ad un certo punto, inevitabilmente, mi chiedono: “ Io faccio spesso questo sogno! Che significa?”. Devo dire che la cosa mi fa sorridere ogni volta. Badate bene il mio sorridere non è una presa in giro a chi mi pone la domanda, ma mi fa riflettere. La mia riflessione è questa. Indipendentemente dal lavoro che si fa, dal ceto d’appartenenza, dalla cultura di riferimento, ci si rende conto che dietro al sogno c’è qualcosa che va spiegato. Quest’oggi cercherò in breve di darvi qualche informazioni sul concetto di sogno su come si costruisce, e magari su qualche frequente sogno simbolico.
Noi esseri umani trascorriamo circa un terzo della nostra vita dormendo, ossia approssimativamente 23 anni dormendo di cui 4 sognando! Dormire e sognare sono processi biologici indispensabili per la nostra vita e per il nostro benessere psico-fisico. Il merito storico di dare ai sogni un significato psicologico e individuale va a Sigmund Freud, che iniziò a considerare il sogno non come semplice prodotto somatico , ma come un prodotto psichico che va valutato e interpretato. Per Freud i sogni sono generati da desideri che risiedono nell’inconscio (per Freud sono di natura aggressiva e sessuale), durante il sonno vengono alla luce, emergono, “censurati” dalla coscienza. La censura della coscienza trasforma le informazioni in simboli, per questo motivo quando si crea il sogno, si sviluppa nella nostra mente non è palese, ma nascosto dalla simbologia, che può essere rivelata attraverso l’interpretazione analitica. Da Freud in poi i sogni hanno iniziato ad essere considerati importanti per l’individuo e non solo, secondo Carl Gustav Jung, il sogno non rappresenta solo contenuti dell’inconscio personale, ma anche temi propri dell’inconscio collettivo, che è quella parte della nostra psiche che conserva simboli universali detti “archetipi”. Significa che queste conoscenze della psiche non sono date da informazioni acquisite individualmente nell’arco della vita del singolo, ma sono ereditati dalla specie come risultato della storia dell’umanità a partire dalle sue origini.
Quindi in definitiva che cosa sono i sogni? Per la neurobiologia il sogno è un azione generata dal nostro corpo per mantenere il cervello in allenamento, per gli antichi il sogno era un messaggio inviato dagli dei! Ciascuno di noi sogna, ma non tutti riescono a ricordare i propri sogni, ci restano più impressi gli incubi perché, spaventandoci, attirano fortemente la nostra attenzione. Il rapporto che ogni individuo ha con il proprio mondo onirico è strettamente personale, molto dipende anche dalla nostra abitudine a prestare attenzione ai sogni e a riportarli alla memoria.
Nel linguaggio del sogno non ci sono parametri da rispettare, il sogno si esprime per simboli, parla per metafore. In esso coesistono elementi uguali e opposti, non ha valenza positiva o negativa in assoluto. Esso indica una tendenza, segnala una direzione che, la nostra energia interiore va prendendo, spetta a noi cogliere le indicazioni nel modo migliore. Il sogno è uno spazio di energia in cui paure, desideri, emozioni, trovano voce. Sono indizi che il nostro inconscio ci propone attraverso simboli e metafore. Per ogni immagine onirica è necessario riconoscere la sua caratteristica archetipa ricollegandola però al vissuto individuale, alla propria intimità. L’interpretazione dei sogni, quindi, non è e non può essere universale non può essere eseguita secondo una meccanica di corrispondenza tra immagine e significato. La chiave di lettura è dentro ognuno di noi. Tuttavia cercherò, di darvi qualche delucidazione pratica sulla simbologia di alcune immagini oniriche.
Le forze della natura: incendio, può indicare un fuoco che brucia il passato, il terremoto, la nostra energia interiore ci dice che forse è tempo di cambiare vita, il vento rappresenta ciò che spazza via le incertezze, segno dell’arrivo di qualcosa di nuovo, l’acqua come energia rinnovatrice.
Talvolta si sogna di essere inseguiti, ciò può rappresentare un problema concreto che dobbiamo necessariamente affrontare. Si può sognare di essere bloccati di non riuscire a muoversi o a parlare, ciò indica oggettivamente una condizione di “blocco” l’esigenza di cambiare direzione, nella vita. Siamo bloccati soprattutto quando non permettiamo alle nostre emozioni di esprimersi e le teniamo costantemente, legate. Spesso si sogna di cadere nel vuoto, è possibile che, chi, fa spesso questo sogno, viva un equilibrio precario. A volte la fantasia di cadere si associa al timore di farsi del male, ciò può rappresentare la rigidità di porsi di fronte a una realtà problematica Gli animali: il cavallo simboleggia l’istinto, il gatto la sensualità, gli insetti sono sporchi, ma creativi.
In linea di massima i sogni a cui dare maggior rilievo sono quelli che si presentano in modo ricorrente. Essi rappresentano qualcosa di profondo e inespresso che tende e tenta di presentarsi e farsi avanti alla nostra coscienza, rappresenta un punto nodale di noi stessi.
Da sempre l’essere umano si interroga sui sogni cercando di carpirne il significato più nascosto. Nell’antichità l’arte di interpretare sogni e simboli divini erano ad esclusivo appannaggio di sacerdoti e sciamani. Oggi il compito è di psicologi e psicoterapeuti. Tuttavia, potremmo giungere alla conclusione che la chiave di lettura dei sogni è forse in ognuno di noi. Le trame sviluppate dall’inconscio, durante i sogni vanno guardate in base alla personale esperienza del sognatore, del suo stato d’animo, dalle circostanze in cui vive ed è cresciuto. Ciò significa quindi che di un sogno non vi sono spiegazioni univoche ed universali, ma ogni sogno va letto nella storia personale di ognuno di noi.

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare!” Arthur Schopenhauer

Dott.ssa Maria Rita Ciancia
Psicologa clinica e di comunità
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Namastè - rubrica a cura della Psicologa Raffaella Marciano

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