di Franco Apicella*
Spettacolo: “fattarielle e ‘nciuce”
“Addio Angela, ‘anema e core‘ di Napoli
“Uèè, bellu guagliò, allora?! Che vuò? Me guarde e nun parle, me faje preoccupà…Vuò n’autografe?” Avevo 24 anni, allora, e Angela Luce era venuta nella piazzetta del rione Capocasale di Nocera Inferiore per un concerto, in onore del santo patrono. Cominciò il suo spettacolo con la canzone ‘Ipocrisia’, il brano struggente con cui nel 1975 aveva ottenuto il 2° posto al festival di Sanremo e ci deliziò per quasi due ore, alternando canzoni a pezzi recitati. Ebbe un successo travolgente! Alla fine del concerto io avevo scavalcato la balaustra di recinzione ed ero balzato sul palco, piazzandomi davanti a lei. Era bellissima, ero paralizzato dall’emozione, la guardavo rapito e non riuscivo a spiccicare una parola. Poi, esortato dal suo sguardo affettuoso e incoraggiante, le porsi la mano e dissi:”Signora Angela, volevo salutarla e dirle che è stata bravissima… meravigliosa!” “Grazie, me fa piacere assaje ca ‘o spettacole t’è piaciuto. Viene ccà!” mi disse, con un caldo sorriso, mi tirò a sè e, con mia grande sorpresa e gioia, mi diede un bacio sulla guancia. Aveva il rossetto e mi restò il segno delle sue labbra stampato sul viso. Fosse stato per me, non mi sarei mai più lavato la faccia, per non farlo sparire. Angela luce iniziò la sua carriera artistica come cantante; non aveva ancora compiuti 14 anni quando, accompagnata dalla sua mamma, partecipò, nella sua città natale, alla Piedigrotta Bideri con la canzone ‘Zi Carmilì’. Nonostante fosse giovanissima, con la magia della sua voce appassionata conquistò subito l’attenzione e il cuore di tutti che, all’unanimità, le chiesero il bis. Il suo primo approccio con le tavole del palcoscenico avvenne, invece, qualche anno più tardi, all’età di 17 anni e mezzo. Il bravissimo attore Ugo D’Alessio, della compagnia di Eduardo De Filippo, era un caro amico di suo padre e lei, ogni volta che lo vedeva, gli chiedeva speranzosa:” D’Alessio, vi prego, portatemi da Eduardo, io vorrei fare teatro, vorrei fare l’attrice, non voglio fare solo la cantante”. “Alla fine” raccontava Angela” D’Alessio si stancò della mia insistenza e mi disse:”Angela, dimane te vengo ‘a piglià e ti porto al San Ferdinando”.
In quel periodo Eduardo stava facendo dei provini per una ventina di ragazze perché cercava nuove ‘reclute’ per il teatro San Ferdinando; quando uscì nel corridoio, per una pausa, ci vide e disse:”Uèè, D’Alessio e che facite ccà?” “Direttò, buon giorno” e io subito “Buon giorno, direttore” perché sapevo che così bisognava chiamarlo. “D’Alessio, ditemi!” “Direttò, chesta guagliona è ‘a figlia ‘e n’amico mio e vò fa l’attrice, ha già debuttato come cantante”. “Avete preparato qualcosa” mi domandò Eduardo mentre mi scrutava col suo sguardo sornione, attento e intuitivo “Sì, direttore” risposi compita “Ho preparato due poesie: una di Salvatore di Giacomo e una di Garcia Lorca”. Ma, nel pronunciare il nome Garcia, mi ricordai di mettere la lingua tra i denti, come avevo visto fare e fui talmente divertente nel fare quel gesto che Eduardo scoppiò a ridere e, rivolto a Ugo D’Alessio, esclamò: ”D’Alè, ‘a guagliona nun ave bisogno ‘e nisciuno provino perchè è ‘una forza della natura’, tene ‘o teatro ‘ncuorpo’ (il teatro dentro), portala direttamente da Cardillo, l’amministratore, e falle firmare il contratto.
E, anche quando fu scelta da Pasolini come protagonista di uno degli episodi del film “Il Decameron” e da Luchino Visconti per una parte nel film “Lo straniero”, accanto a Marcello Mastroianni, Angela ,non fece assolutamente provini. Giuseppe Patroni Griffi la vide nella piazzetta di Capri, la chiamò a gran voce e le offrì, senza esitazione, il ruolo della protagonista nello spettacolo teatrale“Napoli notte e giorno” su testi di Raffaele Viviani e, nel ruolo di Bammenella, Angela diede una memorabile interpretazione, una delle migliori della sua straordinaria carriera. Dopo una replica a Londra, un critico teatrale che recensì lo spettacolo, scrisse, con entusiasmo: “Di fronte a Bammenella, la Carmen di Bizet diventa una venditrice di tabacchi”. Federico Fellini la convocò per farle interpretare il ruolo della Gradisca nel film Amarcord ma, quando le fece il provino, trovò che lei era troppo giovane e troppo passionale per quel ruolo, lui voleva una donna più vissuta, più scafata e, per lui, Angela “era poco vissuta”. Ma, per farle capire quanto l’ammirava, le scrisse una bellissima e affettuosa lettera, manifestandole tutta la stima che provava per lei, per il suo talento naturale, il suo carisma e la sua bellezza. “I provini io li tengo per malaugurio” ha sempre detto Angela Luce” portano sfurtuna, so peggio d’’e ciucciuvettole”.
Nel 1960, all’età di ventitre anni , mentre era nella compagnia di Nino Taranto, Angela fu scritturata (e sempre senza sostenere alcun provino!) per lavorare in tre film con Totò: “Signori si nasce” e “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi” ,entrambi diretti da Mario Mattoli, e “Letto a tre piazze” diretto da Steno. “Totò lo incontrai direttamente sul set” racconta Angela Luce “Principe, piacere, sono Angela” e lui che già non ci vedeva bene rispose:”Piacere mio!”. Poi si rivolse a Michele Lupo, aiuto regista di Mattoli e gli chiese. “Michè, com’è Angela?” “Principe è una gran bella ragazza e, come dite voi a Napoli, è ‘nu zucchero, ‘na sfugliatella!…” ”E tiene pure ‘na bella voce” aggiunse Totò. Affascinato dalla ‘passionalità’ che lei metteva sempre nelle sue canzoni, durante le riprese del film il Principe le diceva sempre:”Angelì, finiamo presto, così mi canti una bella canzone napoletana, come solo tu la sai cantare…voglio sentì addora ‘e Napule”. Fu durante le riprese del film “Signori si nasce” che avvenne la famosissima scena del bacio sui seni, un autentico stracult della cinematografia italiana. “Totò interpretava il ruolo di Ottone Spinelli degli Ulivi, detto Zazà” ricorda Angela “e davanti agli occhi attoniti e increduli del fratello Pio Spinelli degli Ulivi (interpretato da Peppino De Filippo), di cui io ero la fantesca, fingeva la vedovanza. Io, nella scena, ero di fronte a lui, mi avvicinai e dissi la mia battuta:”Condoglianze signò” E lui” Grazie, pure a te, figlia mia”. A questo punto avrebbe dovuto baciarmi le guance. Fatto sta che, essendo più basso di me, si trovò giusto all’altezza del mio decolletè e inventò lì per lì, improvvisando, una sua trovata geniale: smack, un bacio sul seno destro e smack, un bacio sul seno sinistro.
Per fortuna era previsto che, a quel punto, io uscissi di scena. Quelli della troupe ridevano tutti. Ovviamente io non dissi nulla, anche se pensai che, forse, fosse, un errore da correggere. Così un po’ preoccupata, andai da Mattoli e gli chiesi: “Maestro, forse la scena dei baci bisognerebbe rigirarla…che dite, la rifacciamo? ” E lui:” Ma no, Angela, che dici mai! E’ venuta benissimo, è un capolavoro! Vedrai, entrerà nella storia del cinema” E così fu! Angela Luce, artista talentuosa, autentica, verace, solare, vitale, impareggiabile attrice e cantante, simpaticissima con la sua faccia di ‘lazzara’, irresistibile con i suoi occhioni magnetici e la sua prorompente bellezza, ha conservato per tutta la vita una pelle “alabastrina”(come la definì una recensione inglese degli anni ’60) e una voce di velluto, inossidibale, inconfondibile, personalissima, ricca di pathos struggente e di infiniti chiaroscuri espressivi. “Sono sempre stata bella, inutile nascondersi” disse in un’ intervista, alla vigilia del suo ottantesimo compleanno “la modestia è il paravento dei fessi, ‘nun serve a niente’ diceva sempre mia madre. La mia pelle? Tutto naturale, nessuno intervento! La mia voce è stata un miracolo ed è ancora intatta, ad ottanta anni. Io canto sempre! Quando sono triste canto per provare la gioia di me stessa e, quando sono allegra, canto comme’a n’auciello libero’, per gratitudine alla vita”. Nella sua lunga e prestigiosa carriera Angela ha girato più di 80 film, accanto agli attori più famosi del cinema italiano ed è sempre stata diretta da grandi registi, ha fatto tantissimo teatro e anche tanta prosa radiofonica e televisiva.
In teatro è stata per due anni ne “La Scarpettiana” (la compagnia teatrale creata nel 1955 da Eduardo De Filippo nel teatro San Ferdinando di Napoli), è stata per 4 anni nella compagnia di Eduardo, per 4 anni in quella del fratello Peppino e, per altri 4 anni, in quella di Nino Taranto. In televisione è stata sempre molto presente e fra le sue tante partecipazioni ricordiamo: nel 1963 interpretò il ruolo di donna Clotilde in “Peppino Girella”, uno sceneggiato televisivo in 6 puntate, scritto, diretto e interpretato da Eduardo De Filippo, nel 1970 partecipò allo sceneggiato televisivo “Il cappello del prete”, diretto da Sandro Bolchi, nel 1972 interpretò il ruolo della serva Tonina ne “Il malato immaginario”, accanto a Peppino De Filippo, nel 1974 fu la protagonista dell’operetta “Al cavalino bianco” e, sempre nel 1974, partecipò a una delle puntate dello show televisivo Milleluci, il programma del sabato sera di Rai 1, con Mina e Raffaella Carrà, dove ottenne un grandissimo successo, interpretando ancora una volta, per la gioia del pubblico, il ruolo di “Bammenella”, accanto a Mariano Rigillo, bravissimo attore napoletano. Nel 1981 registrò come protagonista femminile, accanto ad Eduardo De Filippo, la commedia di Eduardo “Il contratto”e la sua interpretazione fu molto apprezzata sia dal pubblico che dalla critica.
Nella sua lunghissima e fortunata carriera Angela Luce ha avuto tantissimi premi e riconoscimenti, oltre che come cantante e attrice, anche come autrice di testi, tra cui la canzone‘Voglia’, su musica di Angelo Fiore, con cui, nel 1984, vinse il prestigioso Premio Unicef e con la sua raccolta di poesie, intitolata ‘Momenti di luce’, nel 2009 ottenne il Premio Letterario Camaiore per il miglior libro di poesie. “ Sono autodidatta” diceva Angela Luce, non ho studiato canto e nemmeno recitazione e dizione e, come titolo di studio, ho solo la quinta elementare, sono così, perdonatemi, vi dovete accontentare”. Ma anche se non aveva studiato, Angela era un’artista colta e raffinata e aveva tenuto lezioni universitarie a Napoli e Bologna su Raffaele Viviani e la sua opera. E per non farsi mancare nulla aveva anche posato come modella per due opere del grande pittore e scultore Aligi Sassu, di cui una portava il suo nome. Ho sempre stimato e amato Angela Luce, sia come artista che come donna, e le sue performance intense, coinvolte e coinvolgenti, mi hanno sempre emozionato profondamente. Indimenticabile la sua interpretazione del personaggio di Amalia, la madre della protagonista, nel film di Mario Martone “L’amore molesto”, tratto dal bellissimo libro, omonimo, di Elena Ferrante. Angela diede il meglio di sé in quel ruolo e la critica la gratificò con un meritatissimo David di Donatello e una nomination alla Palma d’oro di Cannes per la migliore interpretazione femminile. Nel 2010 l’attore regista John Turturro volle inserire la sua”Bammenella”,in un suggestivo bianco e nero, in “Passione”, il suo super premiato documentario dedicato a Napoli.
Angela Luce ci ha lasciati per sempre, all’età di 88 anni, il 20 febbraio 2026, a causa di un’insufficienza cardiaca. Tre giorni prima aveva postato su facebook, dopo l’incendio del teatro Sannazaro un accorato messaggio di cordoglio: “Pensare al teatro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara (sono le nipoti dell’attrice Luisa Conte n.d.r) e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte”. Buon viaggio, Angela, sei e sarai sempre nei nostri cuori, grazie per tutto quello che ci hai regalato con la tua arte…Riposa in pace, Lassù Qualcuno ti aspetta per accoglierti dentro il Suo Giardino…fiore tra fiori.
*esperto e critico di teatro e cinema


