Crisi e fallimenti delle banche si susseguono da anni in Italia e in tutto il mondo, mettendo a repentaglio e bruciando in pochi giorni i sacrifici di una vita di milioni di persone.
I Governi e la Comunità europea hanno investito cifre da capogiro per i salvataggi delle banche, ma non trovano mai le risorse per il futuro dei giovani, per la salute, per la salvaguardia dell’ambiente.
“Tra il 2008 e il 2011 la Commissione europea ha approvato aiuti di Stato a favore delle banche per 4.500 miliardi di euro”. (Dichiarazione Ufficiale del Commissario U. E. al Mercato interno Michel Barnier alla presentazione della proposta della Commissione di prevenzione e gestione delle crisi bancarie).
Si tratta di una montagna di soldi, che equivale a oltre un terzo del Prodotto interno lordo, cioè tutta la ricchezza prodotta in un anno dell’intera Unione Europea.
Da quest’ anno è in vigore in Europa una nuova normativa (bail – in) che fa ricadere sugli azionisti e obbligazionisti i rischi dei fallimenti. Cioè sulle spalle dei risparmiatori.
Nulla intanto è stato fatto per ridurre le probabilità che le crisi bancarie si determinino, lasciando che somme enormi siano investite dai manager bancari in rischiosissime speculazioni.
Possiamo proteggere meglio i nostri risparmi ?
Possiamo limitare il rischio di veder ridotto in fumo i sacrifici di una vita ?
Possiamo essere NOI a decidere l’ uso che viene fatto dei nostri soldi ?
Ne parliamo con due funzionari di Banca Etica:
Daniela Freda, responsabile culturale dell’Area Sud
Giuseppe Sottile, Direttore della Filiale di Napoli
Introduce Pino D’ammora, cordinatore dei soci di Banca Etica della Provincia di Salerno.


