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Scafati. Il Ministero: "I bilanci tra il 2010 ed il 2014 sono stati alterati. Rischio dissesto" | L'esclusiva

27 Aprile 2016 Author :  

È stata ribattezzata "la relazione del mistero" ma alla fine alla redazione di punto agro news arriva l'esclusivo documento che squarcia il velo sulla situazione di cassa di Palazzo Meyer. A differenza di quando si era fatto intendere nel corso del consiglio comunale la relazione si riferisce al periodo temporale tra il 2010 e il 2014 (arrivata al Comune il 14 marzo, nelle mani del dirigente il 22 marzo) in cui gli 007 del Ministero dell'economia hanno esaminato i bilanci di previsione consuntivi approvati dal comune di Scafati in modo tale da poter fornire una panoramica esaustiva sulle dinamiche finanziarie che hanno interessato l'ente.

IL REGOLAMENTO DI CONTABILITA' - Il primo punto che viene fatto riguarda il regolamento di contabilità del Comune che secondo gli ispettori ministeriali non è adeguato al decreto legislativo 118 del 2011 ed infatti, in fretta e furia, nel corso dell'ultimo consiglio comunale era stato finalmente approvato quello nuovo. L'ispettore sottolina poi, come nel corso dei bilanci, le previsioni sono state sempre maggiori di quelle originarie e addirittura nel 2013 erano gradualmente aumentate, forse perché soltanto nel corso dell'anno il Comune aveva avuto accesso ad una serie di finanziamenti. Infatti si tratta dell'anno della campagna elettorale per le amministrative, in cui anche le entrate tributarie erano state inferiori ma la mole complessiva del bilancio è cresciuta proprio grazie ai fondi extra arrivati al Comune. Nel 2014 sono arrivati anche dei proventi degli oneri concessori dei permessi a costruire. Ma questa sarebbe una prassi che secondo il ministero se usata troppo spesso per coprire la spesa corrente coi fondi dei permessi, può portare a degli squilibri di bilancio in tempi futuri.  Particolare attenzione viene fatta dal Ministero, anche sul rapporto tra le spese e le entrate. In particolare le spese correnti tra il 2010 e il 2014 sono in leggero aumento nello specifico quelle per i servizi. Questo perché ci sono state diverse operazioni di esternalizzazione dei servizi.

I CAPITOLI SBAGLIATI - Il Ministero ha anche puntato il dito su alcuni capitoli di bilancio in cui l'amministrazione avrebbe impropriamente allocato delle somme che dovevano essere imputate in altri capitoli di bilancio nell'ambito delle Entrate e soprattutto delle spese finali. Ci si riferisce nel dettaglio alle spese elettorali che sono sempre state imputate al titolo del bilancio connesso alle elezioni e referendum. Tutte le spese fatte per la cancelleria, arredamenti, fornitura di materiale elettrico e programma di dati elettorali, oltre che le pulizie in favore della Ditta Maxiclean, sono state scritte come “spese per conto di terzi” ma che invece sono troppo legate ad “un'autonomia decisionale discrezionale da parte del Comune” e quindi non possono rientrare in quel capitolo di spesa per cui ci sono dei rimborsi statali. Di questo avviso è stato anche la Corte dei Conti del Piemonte che hai chiesto ad un Comune, il rimborso per un caso analogo.

LA RASSEGNA SBAGLIATA - Errata anche la trascrizione dei fondi per la rassegna natalizia nel 2011 in merito ai soldi provenienti dalla provincia di Salerno rispettivamente €11000 e €3800. Stesso discorso anche per la somma messa a disposizione dell'Agenzia che ha procurato gli artisti così come quella degli allestimenti. Sempre per quanto concerne l'Acse, anche la gestione dei crediti-debiti è stata "ballerina" ed errata nel 2011. Gli ispettori poi, bacchettano anche alcuni pagamenti effettuati da fondo di bilancio errati. Ciò mette in dubbio i dati reali di bilancio, vista la confusione.

LA TARSU E IL FLOP GESET - Il ministero ha poi sottolineato le criticità nella riscossione della tassa dei rifiuti. Rispetto al 2008 e al 2009 , comunque resta da riscuotere al 2015, un importo pari a circa il 30% del valore iniziale. Secondo gli ispettori si tratta di una cifra che, visto che sono trascorsi 7- 6 anni, difficilmente potrà migliorare in maniera significativa. Eppure proprio nel 2009 era stata affidata la gestione del servizio tributi - sia l'accertamento che la riscossione - alla società Geset, proprio con lo scopo di far migliorare questi numeri. Si tratta di un appalto di 10 milioni di euro che all'epoca fece molto discutere e tutt'ora fa storcere il naso alle opposizioni e ai cittadini.

FONDI USATI IN MANIERA ILLEGITTIMA - Ma nella gestione dei residui attivi del Comune, i funzionari del Ministero hanno anche riscontrato una serie di irregolarità su alcuni accertamenti e sulla documentazione al loro supporto ed inoltre sono stati effettuati dei pagamenti per finalità diverse da quelle previste come nel caso dei fondi della 'borsa di studio' che è servita a pagare 'buoni casa'. Proprio in merito alle borse di studio la confusione è tantissima anche per quanto concerne negli anni successivi: infatti, ad esempio, l'erogazione di buoni libro è stata pagata con i soldi destinati alle 'borse di studio'. Gli ispettori hanno messo anche in discussione il modo in cui alcune voci sono state usate come copertura economica  in totale contrasto con la normativa vigente. Tra questa gestione e quella relativa ai tributi in particolare, gli ispettori ministeriali scrivono "dai controlli effettuati sono risultati notevoli reiterate irregolarità che hanno investito l'intera struttura contabile dell'Ente e che rendono non sempre attendibili o comunque non sufficientemente veritiere le risultanze finali della gestione rappresentata nei documenti di bilancio".

LA SALUTE DELLE CASSE COMUNALI - I commissari ministeriali hanno specificato che c'è una sofferenza di liquidità tra il 2008 e il 2015 e quindi solo grazie alla nuova legge del 2013 e 2014 in materia economica è stato possibile per il comune di Scafati chiudere in positivo. Secondo i commissari poi, l'Ente a fine del 2014 presentava un sostanziale disequilibrio nell'ambito della parte capitale del bilancio, ovvero non disponeva delle risorse necessarie per far fronte al complesso degli impegni di spesa connessi gli investimenti programmati e quindi vuol dire che aveva calcolato male i suoi fondi. L'indebitamento del Comune di Scafati è salito da 42 milioni del 2010 ai 49 milioni del 2014 e secondo gli ispettori ministeriali la situazione non dovrebbe destare preoccupazioni visto che gli indici previsti dal TUEL vengono rispettati. Resta però il problema secondo il Ministero dell'errata gestione delle entrate e delle spese che quindi rende “falsato il bilancio”. Infatti scrivono: "la circostanza che l'amministrazione comunale non operi con indebitamento complessivo sotto controllo viene evidenziato da come sono utilizzate le anticipazioni di tesoreria nonché dal pressoché totale impiego per cassa, di entrate vincolate per il finanziamento di parte della spesa corrente". Le anticipazioni infatti non sono mai stati al di sotto dei €6000000 con un picco nel 2013, ovvero nell'anno della campagna elettorale, a €7900000. È proprio questa è una scelta legata alla cronica mancanza di liquidità del Comune. Per fortuna però almeno i tempi medi dei pagamenti sì sono diminuiti passando dai 457 del 2013 ai 132 giorni del 2014. Una riduzione significativa, ma non è abbastanza per il Ministero che specifica come non sia tale da far considerare l'amministrazione comunale al riparo da verificarsi di eventuali condizioni generative di situazioni di dissesto.

DEBITI FUORI BILANCIO – Il Ministero poi, ha bacchettato il Comune anche sui debiti fuori bilancio in quanto sarebbe risultata la presenza di posizioni debitorie non iscritte regolarmente in bilancio così come previsto dalla legge ed in particolare il debito con la società Acse di circa un milione di euro, ma anche altre fatture tra 2009 e il 2012. Stesso discorso anche con il debito di circa €150000 nei confronti del Consorzio di Bacino Salerno 1 ed anche quello del 2013 per altri €50000 che è stato gestito senza il riconoscimento previsto dalla legge. 
Invece il Ministero ha sottolineato come dai dati emersi il comune di Scafati tra il 2010 e il 2014,ha rispettato in tutti gli esercizi il patto di stabilità interno e quindi non ho dovuto sottostare alle sanzioni previste per gli enti locali inadempienti. Però sempre secondo gli ispettori dalla verifica effettuata sono emerse alcune anomalie di irregolarità che una volta sanate potrebbero comportare il mancato rispetto del patto di stabilità per almeno una parte degli esercizi finanziari presi in esame. Questo è vero in particolare per il 2010 e per il 2011 in cui sono state calcolate meno spese di quelle previste ed effettuate, stessa situazione anche per il 2011 in cui non sono  stati calcolati gli interessi moratori nei confronti della partecipata comunale Acse. Quindi calcolando circa €300000 in più, si sforerebbe il patto di stabilità. Nel 2013 si presenta la stessa situazione anche per quanto riguarda i debiti con il Consorzio di Bacino Salerno 1. Ma non finisce qui. Gli esperti ministeriali hanno anche avuto da ridire  sul riaccertamento straordinario dei residui ed hanno sottolineato come il Comune negli ultimi cinque anni abbia fondato il bilancio su crediti di dubbia esigibilità e per cui non sussistono documenti di bilancio o atti formali che spiegano il perché della decisione dell'amministrazione comunale in merito né il metodo applicato.


LE CONCLUSIONI: IL PATTO DI STABILITA' DEGLI ANNI PRECEDENTI E' A RISCHIO - Secondo il ministero i risultati di amministrazione conseguiti dal comune di Scafati tra il 2010 e il 2014 non possono ritenersi attendibili. Gli 007 parlano di numerose irregolarità contabili riscontrate sulla gestione delle entrate e delle spese in conto residuo e dell'assunzione di impegni di spesa di competenza di altri esercizi finanziari non iscritti in bilancio che hanno determinato un'alterazione del risultato di amministrazione, oltre che dei fondi definiti ai fini del patto di stabilità.

Ma i ministeriali hanno anche fatto delle precisazioni sulle partecipate comunali e sul personale dove sono emerse molte irregolarità.

Ecco la replica del sindaco

Valeria Cozzolino e Gennaro Avagnano

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