È stata ribattezzata "la relazione del mistero" ma alla fine alla redazione di punto agro news arriva l'esclusivo documento che squarcia il velo sulla situazione di cassa di Palazzo Meyer. A differenza di quando si era fatto intendere nel corso del consiglio comunale la relazione si riferisce al periodo temporale tra il 2010 e il 2014 (arrivata al Comune il 14 marzo, nelle mani del dirigente il 22 aprile) in cui gli 007 del Ministero dell'economia hanno esaminato i bilanci di previsione consuntivi approvati dal comune di Scafati in modo tale da poter fornire una panoramica esaustiva sulle dinamiche finanziarie che hanno interessato l'ente.
LE SOCIETA' PARTECIPATE - La relazione dei commissari prefettizi sottolinea molte irregolarità nella gestione delle società partecipate. Viene infatti indagato il rapporto tra il Comune di Scafati e le sue partecipate. Le società partecipate del Comune di Scafati sono l'Acse spa che è stata costituita nel 2000 e si occupa dei rifiuti, dei parcheggi, dei servizi cimiteriali, dell'assistenza domiciliare, della verifica degli impianti termici ed è una società al 100% del Comune di Scafati. C'è poi la società AgroInvest dal 1999 di cui il Comune detiene il 13% che si occupa della promozione dello sviluppo economico del territorio dell'agro nocerino-sarnese. Poi c'è il consorzio delle farmacie dal 1998 che si occupa del commercio al dettaglio di medicinali in alcuni esercizi specializzati per cui il Comune di Scafati detiene il 41% ed il Consorzio di Bacino Salerno per la gestione integrata la raccolta e recupero dei rifiuti che esiste dal 1995. Ci sono poi le partecipazioni nelle società in liquidazione Seta e Cstp ed anche nel Patto territoriale dell'agro e nell' ente d'ambito Sarnese per il 2,74%. Tra le partecipate ovviamente figura anche Scafati Sviluppo Spa, nata nel 2005, di cui il Comune e titolare al 100% e che si occupa della trasformazione urbana per la ristrutturazione dell'area industriale per l'incremento dell'attività produttiva.
PARTECIPATE FANTASMA - La prima cosa dubbia è che secondo l'ente d'ambito Sarnese e la Seta, a differenza di quanto emerge nei bilanci, il Comune di Scafati non avrebbe alcuna partecipazione. Infatti anche sul sito istituzionale, a differenza di quanto fornito dall'Ufficio Ragioneria del Comune, non vengono citate queste due società tra le partecipate.
LE PARTECIPATE SICURE - Gli ispettori scrivono: " tutte le partecipate sono in sostanziale perdita con un patrimonio netto in diminuzione rispetto al valore iniziale di costituzione. Tali soggetti in particolare sono da Scafati sviluppo, AgroInvest, Consorzio di Bacino e Cstp in liquidazione".
Relativamente a Scafati sviluppo, che risulta in perdita negli ultimi tre esercizi, si evidenzia un altro elemento di criticità che potrebbe dare luogo per il comune di Scafati ad una possibile insussistenza di propri crediti vantati nei confronti proprio di questa partecipata: "Ci si riferisce in particolare al contratto di mutuo stipulato dalla Scafati sviluppo con istituto bancario Bnl che ha richiesto il versamento da parte del Comune di Scafati alla società, a titolo di finanziamento soci, di un importo di €400000 non rimborsabile fine a conclusione dell'ammortamento del mutuo che garantisce l'istituto di credito in caso di inadempimento da parte del mutuatario". Secondo i funzionari ministeriali esiste un potenziale rischio per l'ente di non vedersi restituire la somma versata qualora l'andamento gestionale della partecipata prosegue con l'andamento negativo registrato negli ultimi esercizi.
PERCHE' NON DISMETTERE SCAFATI SVILUPPO E LE SOCIETA' IN PERDITA? - Purtroppo però già nel 2014 la legge aveva previsto l'obbligo di procedere con una razionalizzazione delle partecipazioni societarie e quindi doveva essere tagliata la partecipazione in società in perdita. Infatti anche lo stesso comune di Scafati aveva approvato questa razionalizzazione ma di fatto non aveva applicato la norma in merito. Per i ministeriali quindi “non sono attive al comune di Scafati concrete politiche correttive tese al raggiungimento di un fermo obiettivo di contenimento dei costi in osservanza quindi ai principi di sana e prudente gestione finanziaria".
IL PASTICCIO TRA CREDITI E DEBITI – Gli ispettori ministeriali hanno sottolineato la confusione tra debiti e crediti per quanto riguarda il rapporto con il patto territoriale dell'agro ma soprattutto per quanto riguarda la società partecipata Acse. Infatti nella nota del Ministero dell'economia e della finanza si legge: “da una verifica effettuata mediante l'acquisizione di dati dalla contabilità risulta che gli importi indicati come credito per il Comune e debito per la società riportati nelle note informative relative agli esercizi 2013-2014, non corrispondono a quanto emerge dai prospetti contabili estratti dal sistema informatico. Il comune di Scafati, tra le altre cose, non ha ottenuto neanche tutti i dati del Cstp tra il 2013 ed il 2014, stesso discorso anche per la mancata comunicazione con la società Agro invest.
DUBBI SU SCAFATI SVILUPPO - Il caso più eclatante resta quello di Scafati sviluppo dove per tutti e tre gli esercizi i dati non risultano controllati da entrambi gli organi di controllo, a differenza di quanto prevede la legge e poi il Comune non ha fornito i debiti della società ma soltanto i crediti. Problemi nel rapporto tra crediti e debiti, si notano anche con il Consorzio delle farmacie ed il Consorzio di Bacino, per cui la situazione tra debito e credito è molto incerta e preoccupa i ministeriali.
IL FLOP DELLE PARTECIPATE - Per gli ispettori, la verifica dei rapporti creditori e debitori tra il Comune e le sue partecipate e le numerose irregolarità riscontrate, tra cui la mancanza di alcuni dati o la non asseverazione di una parte degli importi iscritti nelle note, o ancora la non corrispondenza tra alcune somme trascritte con i dati della contabilità del Comune, hanno evidenziato come l'adempimento degli obblighi di ricognizione dei debiti e crediti dimostra che è stato in buona parte disatteso dall'ente, l'esame delle sue società partecipate.
Gli ispettori hanno anche riscontrato gravi irregolarità nella gestione del bilancio e del personale. Leggi il dossier
Valeria Cozzolino e Gennaro Avagnano


