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Le ragioni del “si” e del “no”: il forum dei giovani di Scafati offre un sano dibattito

25 Novembre 2016 Author :  

Con l’avvicinarsi del referendum costituzionale del prossimo del 4 dicembre, cresce il fermento e la voglia di confrontarsi su questo importante appuntamento elettorale che tanto infiamma i sostenitori del Si e del No. A Scafati l’occasione di un sano e prolifico confronto nel merito della suddetta riforma l’ha offerta il Forum dei Giovani di Scafati che ha organizzato, per l’appunto, un dibattito sulle ragioni delle due diverse posizioni attraverso l’intervento di alcuni tecnici della materia. L’incontro tenuto il 23 novembre presso il teatro San Pietro ha visto accorrere numerosi cittadini, molti dei quali ancora indecisi per orientarsi meglio all’interno di questo intricato quesito che recita:
Approvate il testo della riforma costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, n. 88 del 15 aprile 2016? Si o No?
Ma al di là dei facili slogan che spesso si fanno da entrambi gli schieramenti, i relatori hanno cercato di far comprendere l’essenza di questa modifica costituzionale che i cittadini saranno chiamati ad approvare o a rigettare. Prima dell’inizio del dibattito interviene il sindaco Pasquale Aliberti che saluta con favore l’iniziativa del Forum dei Giovani:” ringrazio i ragazzi del forum per questo interessante dibattito che hanno organizzato. Io in prima persona sono qui anche per capire meglio tecnicamente cosa cambierà in seguito a questa riforma anche nelle dinamiche territoriali, nel rapporto con l’Europa, dei trasferimenti agli enti locali, sul potere delle regioni ad esempio sulla sanità, sui fondi di riparto, sulla rappresentanza politica e di tutto ciò che toccherà la vita concreta dei cittadini. Non dobbiamo votare pro o contro qualcuno ma nel merito dei contenuti per uscire da questa logica divisoria che sta animando la politica, senza però far comprendere poi la sostanza delle questioni”.
Interviene poi il prof. Armando Lamberti, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli studi di Salerno che esordisce :” la seguente riforma costituzionale nasce da un disegno di legge del governo emendato per ben 37 volte attraverso un lavoro di ben 2 anni di attività parlamentare e poi approvato in via definitiva con il 57% dei voti complessivi.” E risponde poi alle accuse mosse dal fronte del no, riguardo il rischio di ingolfare ancor di più il processo legislativo attraverso le disposizioni del nuovo articolo 70 “con il superamento del bicameralismo paritario di fatto avremo soltanto due procedimenti legislativi ovvero quello monocamerale e quello bicamerale semplificando notevolmente il processo complessivo e favorendo la governabilità. Il tutto – aggiunge – senza alterare per nulla il sistema delle garanzie, anzi rafforzandole. Infatti vi sarà un innalzamento del quorum per l’elezione del capo dello stato che dal quarto al sesto scrutinio sarà dei 3/5 dei voti degli aventi diritto (438 voti), dal settimo scrutinio in poi i 3/5 dei votanti effettivi e non dei componenti. Inoltre vi sarà un potenziamento anche degli istituti referendari abbassando il quorum tenendo conto dei votanti dell’ultime votazioni effettive. Anche le proposte di iniziativa popolare avranno maggiore rilevanza avendo ora l’obbligo di discussione e non finendo più nel dimenticatoio come accaduto finora. La legge elettorale inoltre sarà sottoposta al giudizio preventivo della corte costituzionale, evitando spiacevoli incidenti di percorso come è avvenuto nel caso del Porcellum, dichiarato incostituzionale in corso di legislatura. Si tratta pertanto di una riforma che gioverà al nostro sistema istituzionale, velocizzandolo e rafforzandolo”.
In linea diametralmente opposta la posizione del prof. Eugenio Mazzarella, ordinario di filosofia teoretica presso l’università degli studi di Napoli “Federico II” che si sofferma dapprima sulle modalità con cui è stata perpetrata questa riforma: “ la legge costituzionale ha una natura pattizia a differenza della legge ordinaria che esprime in linea di principio, un comando. Infatti lo scopo è quello di trovare la più ampia convergenza in parlamento e le procedure rinforzate per la modifica della costituzione sono una garanzia della struttura complessiva. Questa riforma però è stata gestita in maniera di comando dal governo e comunque sarà l’esito di questa consultazione il paese sarà diviso e frammentato.” Fatta questa dovuta premessa, il professore prosegue nel merito rispondendo alle presunte semplificazioni del procedimento legislativo :” con questa nuova riforma rischiamo di passare da un bicameralismo perfetto ad uno assai imperfetto attraverso le diverse nuove modalità per fare una legge. E sulle materie in cui intervengono entrambe le camere non esiste una clausola di chiusura nel caso in cui non si trovi un accordo tra le stesse. La composizione del nuovo senato poi (composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 nominati dal capo dello stato) è un altro elemento che rischia di non funzionare in mancanza del vincolo di mandato. Un altro punto controverso è la parte del nuovo titolo V e in particolare quella che contempla la cosiddetta ‘clausola di supremazia’ avocata dal governo sulle materie di interesse nazionale ma che riguarda solo le regioni a statuto ordinario, mentre quelle speciali (Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige). Infine il combinato disposto tra questa riforma e legge elettorale (Italicum) ipermaggioritario di fatto cambierà la forma di stato realizzando una repubblica presidenziale.” Carmine Sergianni, coordinatore del forum giovanile esprime la sua soddisfazione per l’iniziativa:” abbiamo voluto organizzare questo dibattito perché crediamo che votare sia non solo un diritto ma un dovere che può essere adempiuto al meglio attraverso l’informazione che è quella che abbiamo voluta dare questa sera anche ai tanti i giovani che ancora non hanno le idee chiare su questo importante referendum. Ci auguriamo di aver fornito gli strumenti necessari per un voto di consapevolezza”.

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