"Per mettere fine agli scambi di badge tra colleghi e alle timbrature facili occorre introdurre negli uffici pubblici le timbratrici con le impronte digitali. Dopo la lotta alla corruzione è doveroso arginare i "furbetti del cartellino" che non solo truffano i cittadini, ma gettano discredito verso la Pubblica Amministrazione e demotivando i colleghi onesti. Con l'installazione al posto delle tradizionali timbratrici dei "marcatempo elettronici con impronta digitale per rilevazione presenze sul lavoro, come avviene in alcune aziende private, si dà un messaggio chiaro verso coloro che truffano. Per questo c'è da sperare che i sindacati si pongano a difesa dei lavoratori onesti, sostenendo questa proposta". Lo ha affermato in una dichiarazione il deputato della Lega Daniele Belotti, illustrando la sua mozione in proposito. "Questa mozione - continua Belotti - vuole sostenere la proposta che il ministro Giulia Bongiorno ha già annunciato nelle scorse settimane al Consigli dei Ministri, riprendendo, tra l'altro il precedente dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragon di Salerno, primo ente pubblico autorizzato dal Garante della Privacy ad installare un sistema di lettura di dati biometrici mediante parziale identificazione dell'impronta digitale. Il rilevatore ad impronte - conclude Belotti - non memorizza in alcun modo il dato biometrico, residente sul badge e letto solo al momento della timbratura. Il sistema prevede che il dipendente appoggi sia il badge che il dito sul marcatempo che confronta le informazioni lette trasmettendo al sistema centrale, in caso positivo, le sole informazioni di timbratura (matricola, data e ora, causale).

