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Violenze sulle donne. Stalking, ustioni con acido, storie di vittime

24 Novembre 2018 Author :  

"Mostro", "delinquente", "assassino", "criminale". Con queste parole le donne che hanno subito violenza descrivono spesso i propri carnefici, quegli uomini che giorno dopo giorno con aggressioni, soprusi e minacce hanno distrutto le loro vite. E' questo il filo conduttore che accomuna tutte le storie raccontate dai testimoni che sono saliti mercoledi' scorso sul palco della Sala della Lupa di Montecitorio, in occasione del lancio della campagna online 'Non e' normale che sia normale', promossa dalla vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, e sono stati intervistati da Barbara Palombelli, Barbara D'Urso, Monica Mosca e Serena Bortone. E' Giovanni Palummieri il primo a ricostruire quanto accaduto 7 anni fa, quando i suoi due figli, Ilaria e Gianluca, rispettivamente di 20 e 21 anni, sono stati uccisi da Riccardo Bianchi, l'ex fidanzato della figlia, "il classico bravo ragazzo. Semplice, buono, carino, rispettoso. Il tipo che prima di andarsene aspettava che Ilaria entrasse nel portone quando la riaccompagnava a casa", ha raccontato il signor Giovanni a Barbara Palombelli, "Ilaria e Gianluca, dopo la morte di mia moglie avvenuta undici mesi prima, erano andati a vivere da soli". L'assassino, condannato all'ergastolo, ha ucciso prima Gianluca, poi e' entrato in casa dove Ilaria dormiva e "l'ha torturata - ha ricordato - per 14 ore, se il vicino di casa avesse chiamato la Polizia oggi sarebbe ancora viva. Ho saputo dal telegiornale che cosa era accaduto ai miei figli, se non fosse stato per la mia compagna e la sensibilita' di un ispettore di Polizia mi sarei impiccato".

E' poi la volta di Filomena Lamberti, sfuggita a un femminicidio dopo essere stata sfregiata con l'acido e aver subito violenze da parte del marito per 35 anni. "Avevo 16 anni quando a Salerno ho incontrato quello che pensavo essere l'amore della mia vita. In quel momento, la gelosia e le proibizioni mi sembravano 'normali', pensavo che fosse amore. In realta' era solo l'inizio del possesso", ha raccontato alla conduttrice di Pomeriggio Cinque, Barbara D'Urso. "Lui mi picchiava per futili motivi, era gelosissimo e lo faceva in presenza dei bambini. I miei figli sono cresciuti nella violenza assistita. Nel 2012, quando avevo deciso di lasciarlo definitivamente c'e' stato l'ultimo fatale episodio di violenza. Erano le 4 del mattino quando mi ha svegliata nel letto e mi ha versato una bottiglia di acido su tutto il corpo, il 40% e' rimasto ustionato". Filomena in questi anni per cercare di riacquisire la vista ha dovuto subire 25 interventi chirurgici e il marito, invece, ha scontato solo 15 mesi di carcere "perche' - ha spiegato - e' stato accusato non di tentato omicidio, ma solo di maltrattamenti in famiglia. Tra l'altro - ha aggiunto Filomena - ha detto che lo rifarebbe". E' stata, invece, vittima di stalking Patrizia Pagliarone, 48 anni, che per circa due anni, dal 2007 al 2009, ha subito gli insulti, le minacce e le pressioni del marito Andrea Buscemi, attore e regista teatrale e oggi assessore alla Cultura del comune di Pisa. Nel 2017 e' stato condannato al risarcimento danni perche' il reato era caduto in prescrizione. "E' sempre stato molto geloso e mi riempiva di insulti", ha affermato Patrizia intervistata dalla giornalista Serena Bortone, "Poi ha cominciato con gli appostamenti, le citofonate ai vicini, le aggressioni a mia sorella e a mio cognato. Ha fatto anche di tutto per rovinare il rapporto con mio figlio, ma non ci e' riuscito". Dalle vicende delle vittime a quella di chi, invece, si trova a gestire due bambini orfani di femminicidio. E' la storia del signor Renato e dei suoi due nipotini, 7 e 10 anni, che hanno visto il papa' uccidere la mamma sul pianerottolo di casa. La sua e' piu' che altro una richiesta di aiuto alle istituzioni. "Ci hanno lasciato soli", ha ripetuto piu' volte, parlando con la giornalista Monica Mosca. "Abbiamo bisogno di un sostegno, anche economico. Siamo tutti in terapia. Non e' normale che le istituzioni abbiamo abbandonato mia figlia che ha fatto di tutto per difendersi dalla violenza del marito. Non e' normale - ha denunciato ancora - che il centro antiviolenza faccia una relazione e la procura risponda dopo 6 mesi con un ammonimento verbale. Non e' normale che il suo assassino sia stato liberato dai domiciliari il 12 febbraio e mia figlia sia stata uccisa il 12 marzo. Sono passati quattro anni e i mei nipoti vivono nel terrore che il padre possa uscire di prigione e ucciderli".

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