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Castello Aragonese d’Ischia

23 Ottobre 2014
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Dal ponte in muratura, leggero e sottile come un piccolo istmo di terra, volgendo lo sguardo ad est, verso la cupola di ristagno (una bolla di magma formatasi nei secoli), si scorge su in vetta l’imponenteCastello Aragonese di Ischia. L’accesso è consentito per mezzo di una mulattiera, una sorta di ascensore voluto da Alfonso I di Aragona, scavata nella roccia per raggiungere la parte alta del roccione. Il complesso, commissionato dal Re spagnolo andava a modificare l’impianto bizantino già lì presente, con l’ampliamento e fortificazione delle mura. Questo consentiva, grazie anche alla posizione strategica del sito, alla comunità di rifugiarsi nel castello per difendersi dagli attacchi dei nemici e dei pirati. Per secoli fino al XIX sec., non è stato semplicemente un castro o una fortezza, ma una cittadella dove vivere, dove svolgere i propri commerci e attività. Molti gli ospiti illustri come Michelangelo Buonarroti, Ludovico Ariosto e Iacopo Sannazzaro. La situazione cambiò definitivamente con il re Ferdinando I di Borbone, che destinò la struttura a prigione in cui rinchiudeva i ribelli e i rivoluzionari. Dopo anni di abbandono, all’inizio del secolo scorso, fu acquistato da privati all’asta. Presso il complesso, oltre al terrazzo belvedere, sono visitabili la cattedrale dell’Assunta e la sua cripta gentilizia, il convento delle clarisse, la chiesa dell’Immacolata e l’interessante museo di armi e torture.

 

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