Al 31 dicembre 2021 i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC) ancora in misura, inclusi gli occupati, indirizzati ai centri per l'impiego e non esonerati dalla sottoscrizione del Patto per il lavoro sono 1.055.623. Lo comunica l'Anpal precisando che tra questi, circa il 20% (212.000) ha un rapporto di lavoro attivo alla data di osservazione. Nel 45,3% dei casi sono rapporti a termine, di cui quasi la meta' con durata inferiore ai 6 mesi. La quota di occupati risulta piu' alta nelle eta' centrali della popolazione (23,9% tra i 30-39enni) e fra gli uomini (25%), che registrano valori di 10 punti percentuali in piu' rispetto alla componente femminile (15,8%). In larghissima parte si tratta di attivita' professionali per cui sono richiesti livelli di competenza bassi o medio-bassi (94%). Gli stranieri e i non comunitari in particolare presentano una quota di occupati elevata (33,9%), anche in ragione di una maggior concentrazione nelle aree del Nord Italia. L'Anpal precisa inoltre che i beneficiari RdC ancora in misura e non esonerati dalla sottoscrizione del Patto per il lavoro che risultano non occupati sono invece circa l'80% (843.000). Di questi, 247.000 beneficiari (29,3%) risultano con un'esperienza lavorativa alle spalle in un passato piu' o meno recente, cioe' con almeno un contratto alle dipendenze o parasubordinato nei 36 mesi precedenti la data di osservazione. Si tratta di una dimensione occupazionale fragile: tra questi, infatti, i beneficiari che hanno lavorato per un periodo complessivo superiore ai 18 mesi nei tre anni considerati sono solo il 10,8%. Tra i beneficiari non occupati tenuti alla stipula del Patto per il lavoro, il numero di utenti presi in carico, ovvero che hanno avviato il percorso di accompagnamento al lavoro, anche solo con la sottoscrizione del Patto o impegnati in esperienze di tirocinio extracurricolare, e' pari a 384.614 persone (45,6%). Nel suo complesso la platea dei beneficiari soggetti al Patto per il lavoro conferma aspetti critici rispetto all'inserimento nel mercato del lavoro. Vi e' infatti la netta prevalenza di residenti nelle regioni del Mezzogiorno (circa tre su quattro beneficiari soggetti al Patto) e in particolare in Campania e Sicilia, che da sole costituiscono una quota pari a circa la meta'. Prevale inoltre un basso livello dei titoli di studio: oltre il 72% dei beneficiari ha conseguito al massimo un titolo di secondaria inferiore. Si evidenzia anche una differenza di genere e generazionale. Le donne costituiscono il 56,1% degli utenti. Per quel che riguarda l'eta', si osserva una significativa presenza dei giovani, anche per le modalita' con cui avviene l'indirizzamento ai servizi (tutti i giovani sono inviati ai centri per l'impiego, anche se il nucleo di appartenenza e' indirizzato ai servizi sociali): infatti, oltre un terzo dei beneficiari soggetti al Patto per il lavoro (il 35,1%) ha meno di 30 anni.


