banner agro

Sarno. Reddito di cittadinanza: un caso giurisprudenziale arriva all’attenzione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

23 Gennaio 2023 Author :  

Sarno, un caso giurisprudenziale arriva all’attenzione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione: un 64enne sarnese aveva percepito il reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare i dati reddituali. “La condotta è rilevante sul piano penale?” Saranno nove giudici ermellini a stabilirlo.
Il contrasto di giurisprudenza formatosi attorno alla rilevanza o meno dell'omissione di dati reddituali nell'autocertificazione ai fini Isee riguarda un cittadino di Sarno dell’età di 64 anni. L’uomo, nel presentare domanda al sussidio istituito dal Governo dell’ex premiere Giuseppe Conte, aveva attestato nella dichiarazione ISEE un valore del proprio patrimonio immobiliare inferiore a quello reale al fine di ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza dell’importo di 4 mila e 400 euro. Nello specifico, il richiedente aveva omesso di dichiarare la comproprietà di sette terreni con la propria moglie. Per tale fattispecie, il sarnese era stato condannato sia dal Tribunale di Nocera Inferiore che dalla Corte di Appello di Salerno alla pena di due anni e due mesi di reclusione.
L'orientamento seguito dai giudici salernitani si fonda sull’applicazione del reato di truffa, ex articolo 640 del Codice penale, e su quello previsto dall'articolo 7 della legge sul Reddito di cittadinanza dalla sola omissione o falsa indicazione dei presupposti di reddito che danno diritto al beneficio a prescindere se tale diritto sussista comunque in capo al richiedente il sostegno.
In base a tale orientamento, quindi, per la commissione del reato non è necessario che la condotta omissiva sia sorretta dal dolo specifico (ma bensì è sufficiente il dolo generico) di percepire un vantaggio patrimoniale al quale non si avrebbe diritto in assenza della mendace autodichiarazione.
Pertanto, il ricorso alla Corte di Cassazione del 64enne sarnese, teso ad ottenere l'annullamento della condanna, è stato volto a chiarire se il mendacio verso la Pubblica Amministrazione possa costituire truffa in assenza di indebito arricchimento e visti i poteri verificatori amministrativi.
Nel caso di specie, secondo il sarnese, essendo demandata all'Inps la verifica del possesso dei requisiti in capo all'istante per la concessione del beneficio reddituale, la dichiarazione ISEE resa “Non può ritenersi suscettibile di produrre in automatico alcuna conseguenza in ordine all'erogazione del reddito richiesto e, come tale di per sé ingannevole, rientrando nei poteri dell'autorità erogante quello, all'esito delle necessarie verifiche sulla completezza dei dati indicati dal richiedente, di rigettare la domanda”.
Da qui il sorgere di un dibattito giurisprudenziale sollevato dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione “La parificazione della condotta decettiva ad un tentativo di truffa, in cui si sostanzia in ultima analisi l'interpretazione in disamina, lascia tuttavia aperto il quesito relativo al ruolo rivestito dalla P.A., dovendo in tal caso stabilirsi se l'ente erogatore resti l'artefice, nell'esercizio del suo potere decisionale implicante, prima ancora, un controllo sulla veridicità dei dati autocertificati, dell'atto dispositivo o, invece, non venga relegato in una posizione di mera inerzia, di soggetto cioè che non può sottrarsi al mendacio, essendo obbligato a darvi seguito. Quesito questo che, a seconda della risposta data, potrebbe portare a dubitare dell'utilità del dolo specifico ove si ritenga che l'ente debba adeguarsi a qualunque falsa rappresentazione della realtà, essendo obbligato solo a constatare il contenuto dell'autodichiarazione, perché in tal caso la concreta idoneità decettiva sarebbe sempre in re ipsa”.
Per tale ragione, dunque, i giudici hanno rimesso alle Sezioni Unite la questione al fine di rispondere a due quesiti: "Se integrano il delitto dell’art.7 della legge sul Reddito di cittadinanza le false indicazioni od omissioni di informazioni dovute, anche parziali, dei dati di fatto riportati nell'autodichiarazione finalizzata all'ottenimento del reddito di cittadinanza, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni di reddito per l'ammissione al beneficio. Nonché, se il mendacio o le omissioni dichiarative rilevino nei soli casi in cui l'intento dell'agente sia solo quello di conseguire, per il tramite delle stesse, un beneficio altrimenti non dovuto".

Punto Agro News

PuntoAgronews è un giornale online che si occupa del territorio tra l'Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. 

CONTATTACI: 

redazione@puntoagronews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2