Da un punto di vista tecnico nei motori termici l’impianto di scarico dell’auto assolve alla funzione di espellere all’esterno i gas di scarico dal circuito del motore, di abbatterne le capacità inquinanti, prima che questi vengano liberati nell’ambiente e di ridurre il rumore prodotto dallo scoppio. I gas provenienti dalle camere di combustione dei cilindri vengono convogliati tramite i collettori sino al catalizzatore, dove gli idrocarburi, gli ossidi ed il monossido di carbonio vengono convertiti in anidride carbonica, acqua ed azoto. A conversione avvenuta, queste sostanze vengono rilasciate nell’atmosfera per mezzo del tubo di scappamento.

Immagine della marmitta da auto-doc.it
Vediamo ora di fornire alcune informazioni utili sulle peculiarità questo impianto.
L’impianto di scarico, che varia a seconda del tipo di automobile, si compone in generale dei seguenti elementi:
- Collettore di scarico, non sempre presente come elemento distinto soprattutto nei motori monocilindrici. Dopo la combustione i gas vengono espulsi dal cilindro nel collettore per mezzo di un’apposita guarnizione di scarico. Il collettore si presenta nella forma di un tubo piegato che conduce il flusso dei suddetti gas lungo il corpo del veicolo. Stando in diretto contatto col motore, questo tubo subisce molte vibrazioni, ragion per cui viene realizzato di solito in acciaio fuso ed è particolarmente pesante. Questo componente è progettato perché possa durate tutta la vita di un’autovettura.
- Raccordo a Y, che serve a far passare il flusso di scarico dalle camere di combustione al collettore.
- Tubo flessibile, lungo pochi centimetri e realizzato in acciaio inox, che ha la peculiarità di poter essere girato in ogni direzione. Questo componente ha la caratteristica di poter assorbire la maggior parte delle vibrazioni provenienti dal motore, evitandone l’impatto sugli altri componenti.
- Convertitore catalitico o catalizzatore, dove avviene la conversione dei gas di scarico. In virtù della ceramica presente al suo interno, si tratta di una parte molto vulnerabile che può essere facilmente guastata dalle vibrazioni.
- Tubo di scarico, che solitamente si trova subito dopo il convertitore, spesso dotato di un silenziatore centrale. Dal 2014 vi si trova installato anche un ulteriore sensore diagnostico, atto a controllare il corretto funzionamento del catalizzatore.
- Silenziatore, collegato al tubo centrale di scarico, dove avviene l’abbattimento del rumore. Questo dispositivo termina col terminale di scarico.
- Filtro attivo antiparticolato, solo in alcuni modelli diesel.
- Valvola EGR, che serve a ridurre gli ossidi di azoto rimettendo in circolo i gas di scarico.
Come si evince dal numero dei componenti sopra elencati l’impianto di scarico è un sistema complesso che parte dal motore per raggiungere l’estremità dell’auto. In virtù degli stress termici e meccanici cui è sottoposto di continuo, l’impianto di scarico può essere soggetto a malfunzionamenti, il più delle volte riguardanti le singole parti, che a seconda delle evenienze possono essere riparate o sostituite singolarmente. I prezzi per i singoli componenti possono variare notevolmente: il pezzo più costoso è sicuramente il convertitore catalitico, che può arrivare a costare oltre i 1000 euro.

Immagine dello scarico dell'auto tratta da auto-doc.it
In generale l’intero impianto di scarico risulta esposto ai seguenti rischi:
- Rottura o frantumazione dei singoli componenti a causa degli stress meccanici.
- Ammaccamento o schiacciamento a seguito di una collisione che ha riguardato la parte bassa della vettura.
- Corrosione, dovuta per lo più all’esposizione ad agenti atmosferici.
- Occlusione, causata dall’olio combusto presente nei gas di scarico.
- Consumo o usura a causa delle alte temperature d’esercizio.
Ci auguriamo che la lettura di questo articolo possa essere risultata utile.


