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Netanyahu: non cercheremo di occupare o governare Gaza

10 Novembre 2023 Author :  

Israele non cercherà di conquistare, occupare o governare Gaza dopo la guerra contro Hamas ma una "forza credibile" sarà necessaria "per entrare nell'enclave palestinese se necessario per prevenire l'emergere di minacce militari", ha detto il premier Benjamin Netanyahu intervistato da Fox News.

"Penso che sia chiaro come deve essere il futuro di Gaza. Hamas sarà andata: dobbiamo distruggerla per il bene di tutti, per il bene della civiltà e per il bene dei palestinesi e degli israeliani", ha detto Netanyahu ribadendo che il suo governo non è d'accordo a un cessate il fuoco a Gaza: "Significherebbe arrendersi a Hamas, arrendersi al terrore e alla vittoria dell'asse del male dell'Iran. Non ci sarà alcun cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi", ha sottolineato il premier israeliano.

Sei persone sono state uccise in seguito a un attacco israeliano che ha colpito il complesso ospedaliero di Shifa a Gaza, secondo il direttore generale del nosocomio Abu Salmiya citato dai media palestinesi.

Le truppe israeliane hanno fatto irruzione per la prima volta nel quartier generale militare di Hamas vicino all'ospedale di Shifa a Gaza City. Un'altra testimonianza della battaglia furiosa che si sta combattendo nella Striscia e dell'assedio con cui l'esercito sta stringendo i miliziani di Hamas nel centro dell'enclave. Mentre la Jihad islamica palestinese ha diffuso un video con due ostaggi israeliani - una donna anziana e un bambino - annunciando di volerli liberare per ragioni umanitarie.

La morsa dell'esercito su Gaza è testimoniata anche dalla presa di un'importante roccaforte di Hamas a Jabalya, nel nord della Striscia, dopo 10 ore di combattimenti nel campo profughi che avrebbero causato 30 morti, secondo il bilancio fornito dall'agenzia palestinese Wafa. Nella battaglia per il quartier generale militare di Hamas - Israele ha sempre sostenuto che sotto il vicino ospedale Shifa si cela il comando centrale della fazione palestinese - l'esercito ha invece fatto sapere di aver ucciso "50 terroristi". In quel luogo, ha aggiunto, sono stati "preparati gli operativi per l'attacco omicida del 7 ottobre" e sono stati trovati documenti dell'intelligence militare, imbocchi di tunnel, officine per la produzione di missili anti tank e postazioni di lancio. Una struttura complessa dove hanno sede gangli di potere strategici per Hamas: dall'intelligence alla difesa, ma anche "gli uffici di governo dell'organizzazione terroristica, compreso il ministero dell'Interno". "Il cuore - ha sintetizzato insomma il portavoce militare - delle attività operative di Hamas".

Durante le operazioni per il controllo della parte nord della Striscia l'esercito ha poi annunciato di aver scoperto nel quartiere di Sheikh Radwan, nord di Gaza City, un sito di produzione e stoccaggio di armi e droni dentro un edificio residenziale, accanto ad una camera da letto di bambini. Mentre prosegue la caccia ai leader di Hamas: oggi è stato ucciso in un raid Ibrahim Abu-Maghsib, capo dell'unità missili anti-tank della brigata centrale di Gaza.

Il video diffuso dalla Jihad islamica - dopo quello pubblicato nei giorni scorsi da Hamas - è la prima testimonianza del fatto che la fazione abbia in mano degli ostaggi. Nelle due clip compaiono Hanna Katzir, di 77 anni, sulla sedia a rotelle, e Yagil Yaacov, di 13: entrambi rapiti nel kibbutz di Nir Oz il 7 ottobre e trascinati a Gaza. Per Yaacov proprio ieri sera in Israele c'era stato un appello poiché il ragazzino soffre di un'allergia alle arachidi potenzialmente letale. Secondo il Times of Israel, nel testo che hanno letto i due ostaggi si addossa la responsabilità di quanto sta accadendo al premier Benyamin Netanyahu: davanti alla casa del premier a Gerusalemme tra l'altro in serata hanno manifestato decine di persone, tra cui familiari di ostaggi, che hanno tentato di entrare nell'abitazione abbattendo le barriere erette dalla polizia. I media israeliani anche questa volta non hanno trasmesso il video mentre il portavoce militare Hagari ha esortato a "non farsi irretire dal terrorismo psicologico".

Oggi intanto, per il quinto giorno consecutivo, Israele ha aperto un corridoio umanitario lungo la strada Salah ad Din che taglia la Striscia per favorire l'esodo della popolazione dal nord al sud. Secondo il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, lo Stato ebraico ha accettato di doppiare questa possibilità, aprendo un altro corridoio lungo la fascia costiera che è saldamente nelle sue mani e dove, in alcuni video in rete, si sono viste sventolare bandiere israeliane. Un secco no è stato invece ribadito dal ministro della Difesa Yoav Gallant all'ipotesi di un cessate il fuoco senza il rilascio completo degli ostaggi.

Se Gaza resta il fronte principale, la Cisgiordania continua a bruciare. Scontri violenti con le truppe israeliane si sono registrati a Jenin, Nablus e Qalqilya, con un bilancio di 18 morti (14 solo a Jenin) fornito dall'Autorità nazionale palestinese. L'esercito ha detto che si è trattato di un'operazione antiterrorismo per la cattura di ricercati e la "neutralizzazione" di una cellula armata. Mentre su Israele continuano a piovere razzi: dall'inizio della guerra l'esercito ne ha contati oltre 9.500, di cui 900 lanciati da siti civili.

Un missile terra-terra - poi intercettato - è stato lanciato dal Mar Rosso verso la città di Eilat, in quella che sembra essere una nuova provocazione degli Houthi, alleati dell'Iran, dallo Yemen. Il ministero della Sanità di Hamas ha fatto sapere invece che i morti a Gaza sono arrivati a 10.812, di cui 4.412 minori e 2.918 donne.

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