Acerra: lavoratori dell'ex Montefibre a rischio, caso in Parlamento

22 Febbraio 2016 Author :  

Crisi e lavoro allo stabilimento Montefibre, il deputato Rostan scrive al Ministro dello sviluppo economico. - “Lo stabilimento Montefibre spa di Acerra nasce nella metà degli anni 70 come attività sostitutiva dello storico stabilimento Rhodiatoce di Casoria. L'area prescelta per la realizzazione della nuova realtà industriale è quella inserita nell'area di sviluppo industriale di Acerra, in provincia di Napoli; per il ciclo produttivo sono state utilizzate le tecnologie più avanzate del momento e il complesso industriale è stato costituito dai seguenti impianti e servizi: impianto per la produzione di DMT (Dimetiltereftalato); impianto per la produzione di polimero PET (polyetilentereftalato); impianti per la produzione di fibre tessili e filati di poliestere; centrale termoelettrica a metano; impianti per la produzione di fluidi di servizi come azoto, aria compressa, acqua refrigerata, acqua di torre, acqua demi;  Impianto biologico a fanghi attivi per la depurazione dei reflui industriali del sito; tra il 1979 e il 2003 il livello occupazionale ha superato stabilmente le 1000 unità (tra diretti e indotto); nel 19996, dopo il fallimento del progetto Enimont, Montefibre viene ceduta da Enichem al gruppo Orlandi (l'operazione viene svolta sotto l'egida Mediobanca) – scrive il deputato - Nel 1999 è stato chiuso tutto il comparto fili poliestere, con la perdita secca di oltre 300 posti di lavoro; negli anni successivi, e precisamente nel corso del periodo dal 2000 al 2010, l'azienda subisce una pluralità di cessioni, dismissioni, riorganizzazioni organizzative, che vedono coinvolti anche investitori stranieri; a fronte della perdurante crisi economica internazionale, i predetti investitori stranieri, nella fattispecie la società spagnola L.S.B., hanno terminato il proprio programma di investimenti; tra la fine del 2012 e la metà del 2013 viene avviato, da parte della Montefibre, un vero e proprio programma di smantellamento degli impianti, fino ad arrivare, immediatamente dopo, al fallimento della L.S.B. A seguito del fallimento della società spagnola L.S.B., una società indonesiana, la Indorama, ha manifestato il proprio interesse all'acquisizione degli impianti ormai ex - Montefibre; tale manifestazione di interesse viene formalizzata al Ministero dello sviluppo economico nel novembre 2013, periodo in cui la Adler Plastic di Ottaviano acquisisce una parte degli impianti, e precisamente l'impianto Imfra; gestito dalla società Fidion in liquidazione. In tale passaggio, perdono il posto di lavoro 72, dei 100 dipendenti impiegati presso l'impianto; a marzo 2015 viene dichiarato il fallimento della NGP SPA; a fine 2015, in altre parole, ad eccezione dei 28 dipendenti assunti da ADLER, tutti i lavoratori della ex - Montefibre, fiore all'occhiello del tessuto industriale campano e della provincia di Napoli, a seguito di un'attività dismissiva lenta, ineluttabile e costante, sono stati posti in mobilità; la gestione di tali vicende, pur essendo stata più volte all'attenzione del Ministero dello sviluppo economico, non è mai stata risolutiva e, come ampiamente descritto ha avuto un esito infausto per le maestranze, per l'indotto e per tutto il tessuto sociale del comune di Acerra e del vicino comune di Casoria, città di provenienza, quest'ultima, di un numero consistente di addetti allo stabilimento della Ex Montefibre – scrive ancora Rostan -  L'impianto Simpe, realizzato anche grazie ad investimenti di fondi pubblici, non ha mai visto un avvio concreto ed anzi, ne è già previsto lo smantellamento finalizzato al suo trasferimento all'estero. Sarebbe opportuno valutare eventuali responsabilità di chi ha gestito la sopra descritta operazione imprenditoriale e finanziaria, posta in essere, come detto, anche facendo ricorso a risorse pubbliche, spese con finalità sociali tutt'altro che chiare”. Così Rostan chiede al Mnistro se “sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative intenda intraprendere per scongiurare la definitiva chiusura dello stabilimento, al fine di preservare i livelli produttivi ed occupazionali dello stesso. Inoltre Rosatn vuole sapere s il Ministro interrogato abbia previsto, in caso di impossibile preservazione dello stabilimento, idonee iniziative finalizzate alla sua riconversione ed al mantenimento dei livelli occupazionali o comunque al reintegro, in altre posizioni, dei dipendenti della Ex Montefibre”. 

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