Con l'emendamento dei 5 Stelle "che punta alla soppressione del fondo per il pluralismo dell'informazione si rischia il taglio fino al 90% di 50 milioni di euro che determineranno la chiusura di decine e decine di giornali in Italia con l'ipotesi, piu' che realistica, che perdano il posto di lavoro piu' di 10mila persone". Lo dice il deputato di Forza Italia, Gigi Casciello, referente per l'editoria del partito azzurro. Il Movimento "non sa come si fanno i giornali, non li legge e vorrebbe chiuderli - osserva Casciello - Manda in mezzo alla strada non solo i giornalisti, ma i poligrafici, molti autisti delle societa' di distribuzione e gli addetti alla diffusione e ci sara' un'ulteriore chiusura delle edicole". Oltre il 50% di queste ultime, aggiunge, "ha gia' chiuso sul territorio nazionale e, in particolare, nel Mezzogiorno che lamenta da sempre un tasso di lettura inferiore alla media nazionale. Anzi, ci sono regioni come la Campania e la Basilicata in cui il livello e' preoccupante". Il deputato di Forza Italia, percio', annuncia la presentazione di un emendamento "a favore degli operatori del settore delle edicole per circa 20 milioni di euro per agevolazioni fiscali che rendano meno aspra la crisi che rischia di portare alla chiusura delle attivita'". Per Casciello, la questione dei fondi all'editoria e al pluralismo attiene "alla liberta' e al diritto dei cittadini", e spera "in un sussulto di dignita' e di liberta' dei nostri alleati nelle regioni della Lega, con la quale abbiamo ottimi rapporti". "Chiudere i giornali e eliminare l'Ordine dei giornalisti, come mi ha detto Crimi in audizione in settima Commissione - attacca - significa agevolare la cattiva informazione che fa ritenere che, con il reddito di cittadinanza e il decreto Dignita' si possa creare sviluppo e che l'Europa e' il grande nemico che vuole, con un complotto, bloccare il Governo del cambiamento". Per far emergere questo messaggio,"si vuol eliminare l'informazione corretta, dando tutto alla rete, ai blog, alla piattaforma Rousseau, finanziata con 300 euro al mese da ogni parlamentare".

