Scafati. Uno "sgarro" ad un carcerato e una storia d'amore dietro l'omicidio di Salvatore Ridosso detto "piscitiell". Questo è quello che emergerebbe dai verbali delle dichiarazioni del neo pentito della mala scafatese, Alfonso Loreto. È il pomeriggio dell'8 marzo 2016 quando i pm della Dda Russo e Cardea trascrivendo le centinaia di pagine che raccontano fatti e avvenimenti degli ultimi decenni di camorra a Scafati interrogano "Funzin" sull'ipotesi che dietro l'esecuzione di Ridosso ci potesse essere uno sgarro fatto ad un carcerato.
Spunta così la pista passionale a quasi 16 anni di distanza dall’omicidio di "Tore Piscitiell" ed è proprio il pm della Procura Antimafia di Salerno, Maurizio Cardea, a incalzare Alfonso Loreto junior. Il nuovo collaboratore di giustizia figlio di Pasquale, anch'egli pentito, sta ricostruendo il percorso criminale del clan Loreto/Ridosso, logiche, fatti e crimini di cui il pm Cardea è profondo conoscitore essendo stato per lungo tempo in forza alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. La pista passionale sarebbe confermata dunque anche da Loreto Junior, sotto la lente degli investigatori sarebbero finiti i rapporti sentimentali che Salvatore Ridosso avrebbe intrattenuto con R.G., moglie allora di un detenuto, A. D. L., stretto parente di un attuale dirigente a tempo del Comune di Scafati, il detenuto, che "Funzin" ricorda fosse anche malato, sarebbe stato molto vicino ai Muollo. Uno sgarro che la malavita locale, natìa di Scafati, non avrebbe perdonato ai "forestieri" Ridosso, provenienti da Castellammare di Stabia. A riprova di ciò ci sarebbe anche la telefonata che Ferdinando Muollo, il quale avrebbe cercato di avvertire Salvatore Ridosso proprio la sera prima dell’omicidio. Muollo Ferdinando, secondo Loreto, avrebbe telefonato a casa della vittima, rispose la moglie e, sempre a dire del pentito Loreto Jr, si sarebbe fatto passare al telefono la vittima consigliandogli di non scendere dalla propria abitazione il giorno successivo. Un invito rimasto inascoltato da Salvatore Ridosso, che fu freddato il giorno seguente in via Pasquale Vitiello, nei pressi di un locale dove sembra i Ridosso stessero per aprire un'attività commerciale.
Dopo oltre un quindici anni , Loreto junior avrebbe chiarito che il motivo dell’omicidio di Salvatore Ridosso non fu solo per il predominio della gestione dei videopoker in città, il giro di usura o per i suo modi di imporsi in una zona non sua, ma anche un oltraggio ad una donna del clan, la moglie di un detenuto amico, una storia passionale, una mancanza di rispetto, che secondo consolidati schemi criminali andava assolutamente punito con una esecuzione eclatante.


