Scafati, l'inchiesta della Dda si allarga, sempre più coinvolta la famiglia Aliberti-Paolino. Diventano sempre più "un affare di famiglia " le indagini su politica, clan e imprenditoria condotta dalla Dda di Salerno e coordinata dal pm Vincenzo Montemurro. Come sempre più "familiari" diventano gli avvisi di garanzia, due nuovi avvisi sono stati notificati ieri.
Nella tarda giornata gli uomini dell'antimafia, guidati dal capitano Fausto Iannaccone, hanno eseguito alcune perquisizioni in alcune abitazioni, le operazioni sono legate alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Una di queste visite ha riguardato l'abitazione del cognato del sindaco Pasquale Aliberti, Enrico Pennarola e della sua consorte Patrizia Paolino sorella del consigliere regionale Monica Paolino moglie del primo cittadino, Pasquale Aliberti. Alla coppia Pennarola-Paolino sono stati notificati anche gli avvisi di garanzia, entrambi sono indagati per violenza privata, istigazione a violenza, reati aggravati dall'aggravante mafiosa perchè tra gli indagati c'è Romolo Ridosso, il pentito che ha raccontato l'episodio e, di fatto avrebbe compiuto la violenza. Durante la perquisizione nell'abitazione di via Aquino, vicinale Scanzillo, che si trova a pochi passi dalla residenza del sindaco è stato ritrovato materiale ritenuto interessante per le indagini in corso. Dall'abitazione sono stati portati i personal computer e gli smartphone in uso ai coniugi, sarebbe stata acquisita anche la documentazione contabile dell'imprenditore Enrico Pennarola.
Enrico Pennarola è conosciuto per essere cognato del sindaco Aliberti, ma anche per essere stato anche presidente, per un breve periodo, della società Scafati Sviluppo, la partecipata interamente comunale che si occupa della riqualificazione dell'Ex-Copmes, il progetto milionario finito sotto la lente del Dia salernitana soprattutto nelle ultime settimana e il Rup, l'architetto M.G. Camera, si è dimessa alcuni giorni fa. All'epoca, nell'autunno del 2013, Pennarola fu scelto alla presidenza da un decreto sindacale nonostante il parere contrario del Pd, Scafati in movimento, Fdi e del presidente del consiglio Pasquale Coppola.
Le accuse per cui sono stati indagati i coniugi Pennarola-Paolino e su cui indaga la Dda, sono la conseguenza delle rivelazione del neo pentito Romolo Rodosso, il capoclan che nei suoi racconti aveva ripercorso i suoi legami con la famiglia Aliberti. In particolare Ridosso Senior aveva chiarito i suoi rapporti con il fratello del sindaco Pasquale Aliberti, Nello Maurizio Aliberti, su entrambi pende una richiesta di arresto al vaglio del Tribunale del Riesame, e il cognato del Sindaco Enrico Pennarola. Il capoclan Romolo Ridosso, ora pentitosi, ha raccontato di aver conosciuto Enrico Pennarola qualche anno fa e a titolo di favore aveva pestato un ragazzo che infastidiva la moglie Patrizia Paolino. Su Nello Aliberti, il collaboratore ha ricordato quando questi si recava al suo bar in Pompei per chiedergli un aiuto elettorale e per il quale il clan Loreto/Ridosso, racconta il pentito, ebbe anche in regalo anche 5mila euro, oltre la promessa di appalti e favori. "Romoletto" dunque avvalora le dichiarazioni di Alfonso Loreto, meglio conosciuto come "Funzin", anch'egli collaboratore, figlio del più famoso boss Pasquale Loreto.

