“La marcia che si è tenuta verso Scafati è simbolica della presenza dello Stato in una città dove la camorra aveva preso il sopravvento. Finalmente, si respira aria di legalità grazie alla presenza di questi ragazzi che per le strade della città sono riusciti a dare una nuova forza alle istituzioni” così Carmine Mocerino, presidente della commissione antimafia regionale arrivato a Scafati, percorre una parte della sua marcia con la stampa, passando davanti ai luoghi delle bombe, a quelli delle scritte infamanti del clan.
Mocerino, esponente di centrodestra insieme a Stefano Caldoro nel 2015, aveva preso il posto del consigliere regionale scafatese Monica Paolino, come presidente della commissione regionale anti camorra quando la moglie dell'ex sindaco era stata costretta a dimissioni e imbarazzo per essere stata indagata proprio per camorra e voto di scambio politico mafioso. Il presidente Mocerino a Scafati, a pochi passi dal Comune non si trattiene quando la marcia si ferma davanti agli ultimi negozi di un ex consigliere comunale, colpiti da due ordigni artigianali: “C'è tanto da fare per ripulire le città e i territori che vivono situazioni come queste”.
Ma da dove può partire il governo regionale per dare una mano a Scafati, ad una comunità che vuole risorgere?
“Noi in commissione stiamo facendo tanto e dobbiamo proseguire su questa strada. Abbiamo emesso, poco prima della pausa elettorale una legge per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. I comuni da soli non riescono a far fronte a questo onere – spiega Mocerino – Spesso la carenza di risorse comporta difficoltà a mantenere presidio e sicurezza sui luoghi tolti alla malavita. Allora ci si ritrova davanti a strutture scheletro che devono essere ricostruite daccapo. I costi sono esorbitanti. Insieme anche al coordinamento nazionale per il recupero dei beni, abbiamo realizzato un'ottima norma”.
Costi alti, come la Regione può sostenere gli enti?
“Abbiamo pensato a tre linee di finanziamento. La prima linea verso gli enti che devono muovere i primi passi per mettere in moto le strutture e renderle appaltabili. La seconda linea invece riguarda la possibilità di finanziare la start up che devono far risorgere le strutture con progetti e interventi volti al sociale. La terza linea di finanziamento, invece, è rivolta a chi già opera in questo settore e ha bisogno del nostro sostegno: noi ci siamo”.
I beni confiscati a Scafati, da dove si riparte?
“Il primo bando è stato emesso, ma a breve voglio incontrare la triade commissariale scafatese e discutere di tutto l'aiuto che possono ottenere dalla Regione. Gli enti devono essere informati, ecco perchè prevedo dei summit con prefetture e Comuni. In Campania c'è uno dei maggiori raggruppamenti di beni confiscati di tutta Italia, il maggior numero di strutture da restituire alla comunità: solo unendo le forze tra i vari enti, alla fine riuscire con i fatti a sconfiggere la criminalità organizzata e restituire gli spazi della città ai cittadini”.
Intanto in coda alla conferenza stampa della scorsa settimana pre-marcia di Libera, il commissario Giorgio Marani ha dimostrato la sua piena disponibilità ad accelerare sul caso beni confiscati a Scafati, di concerto con l'associazione, in quell'occasione rappresentata da Anna Garofalo (referente regionale).


