Omicidio a Baronissi, il killer confessa ma il movente resta un mistero
Omicidio di Baronissi per screzi sul lavoro: continua ad ammettere di aver ucciso il suo collega ma non ha ancora preso coscienza delle gravità del fatto. Stamattina udienza dinanzi al gip Giovanni Pipola del tribunale di Nocera Inferiore, per la convalida dell’arresto che si terrà presso l’istituto penitenziario di Fuorni. I carabinieri del Reparto operativo di Salerno (diretti dal tenente colonnello Enrico Calandro) e quelli della compagnia di Mercato San Severino (agli ordini del maggiore Alessandro Cisternino) potrebbero risentirlo soltanto nei prossimi giorni per chiarire bene alcuni punti dell’intera vicenda. Alla base del delitto commesso presumibilmente da Vincenzo Magliacano vi era il fatto che fosse convinto di essere finito in una spirale viziosa di pettegolezzi che riguardavano la sua professione e di essere stato denunciato per qualcosa che lui non avrebbe commesso: ovvero, aver gonfiato alcune fatture rilasciate dalla sua officina. Ma a suo carico non ci sarebbe alcuna denuncia. Di qui lo stato di ansia, il nervosismo e la depressione. Quindi i problemi con la vittima Biagio Capacchione ingigantiti dopo alcune discussioni per motivi di lavoro. Il sostituto procuratore Angelo Rubano ha disposto l’esame sul cadavere di Biagio Capacchione per la giornata di oggi, subito dopo a salma verrà liberata e affidata alla sua famiglia per il rito funebre.


