Nomine Asi: condannati il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, e Bruno di Nesta ex direttore generale di Palazzo San t’Agostino. I due sono stati condannati per tentata concussione nei confronti di Gigi Cassandra, all’epoca dei fatti presidente dell'Asi di Salerno. Pressioni sulle nomine del Cgs, società partecipata proprio dell'Asi. Due anni per Giuseppe Canfora (all'epoca dei fatti presidente della Provincia di Salerno) e un anno e quattro mesi per l'ex dg Bruno Di Nesta, le pene inflitte dal Tribunale di Salerno. La vicenda ha inizio il 12 ottobre del 2014, pochi giorni dopo la proclamazione di Canfora alla presidenza della Provincia di Salerno. Per il primo cittadino sarnese scatta così la legge Severino: è a rischio decadenza.
L’Asi aveva provveduto ad indicare i nomi per il collegio dei revisori del Cgs (società partecipata dell'Asi) per il rinnovo dell’organo scaduto. Nomi non graditi a Canfora che, da presidente eletto, avrebbe voluto “mettere le mani” sulla partecipata. Tant’è che Cassandra riceve la prima telefonata: è Di Nesta che gli passa il presidente. Canfora chiede che le nomine siano sospese o revocate. Cassandra rispedisce al mittente la richiesta e chiede un appuntamento, fissato per qualche giorno dopo. La mattina dell'assemblea che avrebbe dovuto ratificare le nuove nomine è sempre Di Nesta a contattare Cassandra. Questa volta attraverso un sms: «Buongiorno Gigi, mi riferiscono che questa mattina il consigliere Gambardella parteciperà all’assemblea Cgs per completare il processo di nomina del Collegio sindacale. Ti rinnovo, dunque, l’invito del presidente Canfora a sospendere tali nomine, per ragioni di correttezza istituzionale. Saluti Bruno Di Nesta». Invito che cade nel vuoto anche stavolta con la ratifica, poi, delle nomine. Tant’è che nel pomeriggio arriva il secondo sms di Di Nesta: «Il presidente Canfora non ritiene più necessario l’incontro di domani mattina. Saluti, Bruno Di Nesta». È il 16 ottobre del 2014. Giorno precedente a un decreto di Canfora che sospende tutte le nomine e le designazioni del Consiglio generale e del comitato direttivo. Da qui l’apertura del contenzioso amministrativo che, nel corso del tempo, ha dato ragione a Cassandra e torto all'amministrazione provinciale. Condotte, queste, che hanno portato a processo Canfora e Di Nesta. (Le Cronache)


