Roccapiemonte. "No ai forni crematori", i cittadini scrivono una lettera aperta al sindaco Pagano

18 Dicembre 2019 Author :  

Non si fermano le polemiche sulla costruzione di due forni crematori nel cimitero a Roccapiemonte. Questa volta ad alzare la voce sono gli stessi cittadini della periferia del piccolo comune dell'agro sarnese nocerino che scrivono una lettera aperta al primo cittadino Carmine Pagano. 

"Spettabile Sindaco,

siamo molto angosciati per la Sua decisione di voler istallare un forno crematorio a Roccapiemonte.

Come Lei sostiene, oggi gli impianti sono all’avanguardia; allo stesso modo però dovrebbe ammettere che non esistono crematori a impatto ambientale zero e sulle loro emissioni nell’aria la comunità scientifica resta comunque prudente.

Chi risiede su Corso Pagano magari non comprende il nostro malessere. Chi invece vive in periferia, tra via San Potito, via Pigno, via San Nicola, via Piedirocca, via Carracciolo e via Montesolano, è seriamente preoccupato.

Noi riteniamo che la cremazione sia una scelta rispettabile, ma che vada compiuta in aree idonee, lontane dalle case e che garantiscano la massima sicurezza per le comunità.

Abitiamo in un piccolo Comune che non conta neppure 9mila abitanti, con un tasso di mortalità che per fortuna è tra i più bassi della Campania: che senso ha costruire un forno crematorio nel nostro territorio?

Tra l’altro, Roccapiemonte è circondata da impianti: ad appena 20 chilometri c’è quello di Cava de’ Tirreni, a 40 chilometri quello di Montecorvino e a 60 quello di Domicella, in provincia di Avellino.

Su circa 80 defunti l’anno, quante famiglie sceglieranno la cremazione? Quattro? Cinque? Forse, dieci? E per dieci cremazioni Lei vorrebbe realizzare un forno che, stando ai dati recuperati in Rete, deve bruciare 1500 salme per sostenere i costi di gestione?

Davvero vuole trasformare il nostro Comune in un “incenerificio” di persone e di animali? Se il solo motivo che La spinge è di dare la possibilità a chi lo desidera di accedere a questa pratica, il problema è già risolto! Basta recarsi a Cava de’ Tirreni, a Montecorvino o a Domicella.

Qui la politica non c’entra: su certi argomenti non contano le ragioni dell’una o dell’altra parte, della maggioranza o dell’opposizione. Contano, o dovrebbe contare, solo il buonsenso e i principi di responsabilità e di cautela.

Non dia adito a chi pensa che dietro a questo intervento ci siano altre e più subdole ragioni. Revochi la delibera 145 del 27 novembre, almeno nella parte che riguarda la realizzazione del forno crematorio e tutti i cittadini trascorreranno un Natale più sereno.

Grazie!"

Punto Agro News

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