di Danilo Ruggiero
La Corte dei Conti approva il risanamento finanziario del Comune di Scafati, ma "Resta il rischio di un dissesto". Il Collegio della Sezione Regionale della Corte dei Conti, presieduto dal magistrato Fulvio Maria Longavita, ha dato l'ok al piano di rientro finanziario approvato dall'Ente comunale, anche se restano delle «gravi criticità» secondo i giudici contabili. La delibera della Corte dei Conti, depositata il 7 febbraio 2020, fa riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica del 27 gennaio 2017, con cui si disponeva lo scioglimento del Comune di Scafati, per la durata di diciotto mesi e con cui contestualmente si nominava la Commissione straordinaria per la gestione dell’Ente. A seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, lo stesso Ente municipale decise di aderire alla procedura di riequilibrio finanziario, essendo stato quantificato un disavanzo finanziario di 15 milioni di euro da ripianare in dieci anni. Tale disavanzo è arrivato a toccare gli oltre 30 milioni di euro nel 2017, secondo quanto si evince dalla deliberazione della Commissione straordinaria, con i poteri della Giunta comunale. Tale massa passiva è stata cosi quantificata :18 milioni quale disavanzo straordinario dei residui, 10 milioni per debiti fuori bilancio da riconoscere; 4 milioni per passività potenziali. Tra il Comune e la magistratura contabile, perciò, si è instaurato un dialogo nel corso della procedura, con il Comune di Scafati che sta tentando di mettere una pezza ai conti. Difatti con la delibera del 7 febbraio scorso, composta da 56 pagine scritte in termini rigorosamente per addetti ai lavori, la Corte prova a dipanare il garbuglio di cifre che si sono accavallate negli anni per arrivare a un risultato preoccupante, figlio - scrivono i giudici - di “irregolarità contabili”. A riguardo, si legge nella relazione della Corte dei Conti, il Comune di Scafati ha provveduto ad avviare le procedure contro i comuni del disciolto Ambito S1 per la gestione dei servizi sociali (in cui Scafati era capofila) che non hanno versato le quote dovute al fondo unico di ambito «Sono perciò stati emessi dal Giudice adito 8 decreti ingiuntivi, nei confronti del Comuni di Corbara, Castel San Giorgio, San Valentino Torio, Pagani, Sarno, San Marzano, Nocera superiore ed Angri, tutti opposti dai Comuni. Mentre le restanti tre procedure (Roccapiemonte, S. Egidio dei Monti Albini e Nocera Inferiore) risultano sospese, per integrazione della documentazione Si evidenzia che il debito complessivo dell’Ambito ammonti a circa 4 milioni di euro». Altre passività, poi, sarebbero anche da attribuire all'elevata evasione tributaria sul territorio scafatese. Fatto per cui, il Comune di Scafati, nel 2019, ha messo in atto una tour de force per recuperare vari milioni di euro mai incassati dall'Imu, Ici e dalla Tassa sui rifiuti. Uno sforzo nella riscossione che è stato apprezzato anche dalla Corte dei Conti. Alla fine della deliberazione, il collegio dei Magistrati ha statuito «Si approva il Piano di riequilibrio presentato dal Comune di Scafati, in virtù della valutata congruenza ai fini del risanamento finanziario. Ciò nonostante, il Collegio richiama la massima attenzione del Comune di Scafati. Va osservato che la situazione finanziaria dell’Ente continua a dover esser considerata con particolare cautela e che soltanto con una efficace attuazione delle misure di riequilibrio si possono evitare conseguenze più gravi, tenuto conto che le condizioni per procedere al dissesto possono essere accertate anche in sede di monitoraggio della procedura»..


