SCAFATI – Una vera e propria emergenza ambientale viene segnalata nell’area di confine tra Scafati e Boscoreale, in particolare in località 31. A denunciare la situazione è il capogruppo di Scafati Arancione, Francesco Carotenuto, che, dopo una segnalazione ricevuta da alcuni residenti, ha effettuato un sopralluogo nell’area.
Secondo quanto riferito dal consigliere comunale, la zona verserebbe in condizioni di forte degrado, con presenza di rifiuti e una situazione di abbandono che, a suo giudizio, richiede interventi urgenti da parte delle istituzioni e degli enti competenti.
Carotenuto annuncia inoltre che interesserà formalmente tutti gli enti coinvolti, chiedendo di chiarire competenze e responsabilità e di procedere con controlli e interventi di carattere ambientale e sanitario.
«Questo pomeriggio, su segnalazione di alcuni residenti di Località 31, ho effettuato un sopralluogo in un’area ridotta a una vera e propria bomba ecologica.
Quello che ho visto è inaccettabile: degrado, rifiuti e una situazione di grave abbandono che rappresentano una minaccia concreta per l’ambiente, il territorio e la salute dei cittadini.
È evidente che sia mancata un’azione coordinata tra i Comuni coinvolti. Ma occorre anche individuare con chiarezza gli enti competenti per la pulizia, la manutenzione e la vigilanza dell’area, accertando eventuali omissioni e responsabilità.
I residenti denunciano da tempo le conseguenze ambientali di questa situazione ed esprimono forte preoccupazione per la propria salute, anche in relazione ai casi di patologie oncologiche e malattie respiratorie registrati nella zona. Sono timori che non possono essere ignorati e che richiedono verifiche serie da parte delle autorità sanitarie e ambientali.
Ricordiamo inoltre che i Sindaci, quali rappresentanti della comunità locale, rivestono un ruolo istituzionale di primaria importanza nella tutela della salute e dell’igiene pubblica sul territorio comunale, disponendo, nelle situazioni previste dalla legge, anche del potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’art. 50, comma 5, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e dell’art. 32, comma 3, della L. 23 dicembre 1978, n. 833.
A rendere tutto ancora più assurdo c’è un’autentica beffa: in un territorio lasciato in queste condizioni, il Consorzio di Bonifica continua a pretendere il pagamento dei propri tributi. I cittadini pagano, ma si domandano giustamente quali servizi ricevano in cambio.
Ringrazio i residenti che hanno riposto in me la loro fiducia e che hanno avuto il coraggio di denunciare questa situazione.
Come consigliere comunale, scriverò immediatamente a tutti gli enti coinvolti, chiedendo interventi urgenti, controlli ambientali e l’accertamento delle rispettive competenze. Se non arriveranno risposte tempestive e concrete, presenterò formali esposti alle autorità competenti, Procura della Repubblica compresa.
Su ambiente e salute pubblica non sono più tollerabili silenzi, rimpalli di responsabilità o inerzia istituzionale.
I cittadini meritano risposte. Il territorio deve essere bonificato. E chi ha responsabilità dovrà risponderne.»


