Dimissioni di massa, fallisce il blitz dell'opposizione. Era fissato per le ore 18:30 l'appuntamento da un notaio di Salerno per firmare le dimissioni di massa dei consiglieri comunali di Scafati per mandare a casa definitivamente il sindaco Pasquale Aliberti. Il sindaco é dimissionario ma ha 20 giorni di tempo per ritirarle. Presenti a Salerno sette consiglieri comunali: Angelo Matrone, Mario Santocchio, Alfonso Carotenuto, Pasquale Vitiello, Pasquale Coppola, Daniela Ugliano e Stefano Cirillo. Assenti i consiglieri comunali del Partito Democratico sembra perché non ci fossero i numeri. I numeri si sono fermati a 12 dunque, assenti ma presenti virtualmente a Salerno i Dem e il consigliere Cristoforo Salvati. Per aver successo il blitz doveva contare su 13 consiglieri comunali, presente anche il gruppo Identità Scafatese con i consiglieri comunali Cirillo e Ugliano, si è dissociato dall'azione del gruppo il consigliere Bruno Pagano. Fino ad ieri sera il consigliere comunale sembrava disponibile a firmare le dimissioni di massa ma solo nel pomeriggio ha comunicato ai colleghi di aver cambiato idea.
PAGANO - "A scanso di equivoci, attacchi politici inutili, ironie o altro, voglio ribadire ancora una volta la mia posizione sull' attuale momento politico della nostra Città - dice Pagano in una nota - Anche perché i cittadini Scafatesi sono oramai stanchi di teatrini, parole, pettegolezzi. Io sono stato eletto con la maggioranza che ha vinto le elezioni. Ad un certo punto ho preferito insieme con gli amici di Identità Scafatese, allontanarmi dalla stessa maggioranza non condividendo certe logiche, non condividendo la mancanza di dialettica su vari problemi e temi amministrativi. Abbiamo fatto una scelta, abbiamo fatto nostre proposte. Siamo stati accusati di demagogia. Certamente non pensavamo di risolvere i problemi del Comune con quelle proposte. Esse volevano essere dei segnali alla Città. Non siamo stati capiti; eppure da alcune delle nostre iniziative sono scaturiti provvedimenti utili ai cittadini. Io sono per la proposta, il confronto, la politica. Per questi motivi sebbene oggi non siedo nei banchi della maggioranza ho serie difficoltà a perseguire una politica di attacchi, polemiche sterili, sceneggiate dall' una e dell' altra parte. Tutto questo non mi appartiene; infatti non risponderò a messaggi provocatori. Non cadro' nello scontro o nella rissa. Non è la mia visione della politica e di impostazione personale. A me interessa un confronto serio sui grossi problemi della Città nell'interesse dei soli cittadini : fiume- ospedale- sicurezza -ambiente-allagamenti - servizi sociali - quotidianità. Quotidianità - un problema che mi sta molto a cuore. Da mesi invece di preoccuparci dei problemi veri e principali dei cittadini, parliamo, scriviamo, messaggiamo, seguiamo le vicende addirittura personali dell'uno e dell' altro consigliere. È questa politica? Per questo siamo stati eletti? Non siamo stati eletti per questo ! Siamo stati eletti per proporre, amministrare, portare idee nell' interesse dei cittadini o almeno di non arrecare danni. Di tutto questo nulla. Viviamo nell' abbandono totale dei problemi - presidente dalla rissa - dalle gelosie, dalle furberie che oramai non pagano più. Fortunatamente abbiamo ancora un corpo impiegatizio responsabile che cerca di dare risposte ai cittadini. Nel giorno in cui siamo stati eletti, ci siamo caricati di responsabilità verso la Città e i cittadini. Ritengo quindi che la grave crisi politica e amministrativa che attanaglia la nostra comunità, vada risolta nelle sedi politiche opportune con ogni sforzo da parte di tutti e di tutte le forze. Un confronto serio, concreto e leale. È chiaro a tutti che non vi è più una maggioranza che abbia i numeri per governare, intanto le forze politiche sono - come dire - prese dai tempi che verranno dettati da momenti esterni della politica. Sarebbe a mio avviso utile e necessario un ragionamento politico leale e sincero tra tutte le forze presenti in Consiglio Comunale. Verificare se vi è ancora una possibilità di intesa collettiva,di portare avanti alcuni ed importanti problemi della comunità. Tutti insieme, senza logica di appartenenza se no quella della Città e della comunità. La mia non è una proposta per sottrarmi ad altre responsabilità di cui pure si discute bensì u tentativo di un ragionamento anche per un periodo a termine nel solo interesse dei Cittadini. La politica sia politica; in questo momento - a mio avviso - decisioni diverse dal confronto e ragionamento politico, aumenterebbero lo stallo amministrativo. Solo dopo ogni altro ultimo tentativo potremo arrenderci alla logica del definitivo fallimento di questi anni".
PD - Intanto il Pd in una nota:"Le dimissioni di Aliberti, che da tempo stiamo invocando come partito, sono il minimo nello scenario grave che oramai stiamo vivendo a Scafati sotto il profilo politico ed amministrativo. Ci dispiace che giungano solo ora, dopo la pronuncia del Riesame, per ragioni evidenti di opportunismo e non certo per il bene della città. Ed è per questo che, ora più che mai, siamo convinti di presentare una mozione di sfiducia da poter discutere in Consiglio Comunale difronte alla città, in maniera libera e trasparente, come abbiamo sempre fatto" dice la segreteria Margherita Rinaldi.
MATRONE - " Siamo di fronte a una vicenda personale e giudiziaria di una persona, il sindaco di Scafati, che merita rispetto sul piano umano, ma dal punto di vista politico la condanna è totale. È davvero surreale e folle che la maggioranza continui ad amministrare dopo la decisione di condanna emessa dal Tribunale del Riesame. L' arresto, la delicatezza della situazione e il buon senso impongono che tutte le forze politiche insieme rassegnino le dimissioni. In questo clima di inerzia totale è deleterio continuare a prendersi in giro, meglio andare tutti a casa!"


