Sconfitto al Referendum, Renzi si dimette
“E’ stata una festa, segnata da qualche polemica, ma una festa in cui tanti cittadini si sono avvicinati e riavvicinati alla Carta costituzionale. Molto bello e molto importante: sono fiero e orgoglioso”. Ha esordito così Matteo Renzi, che poi ha parlato dei risultati, ammettendo la sconfitta e rivolgendosi direttamente agli elettori. A quelli che hanno votato No, ma soprattutto a quelli che hanno votato Sì: “Ha vinto il No in maniera netta, ai leader del fronte del No vanno i miei complimenti. Ora tocca a loro avere onori e oneri. E a fare le proposte. Volevamo vincere, non partecipare. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta: ho perso io, non quelli che hanno votato sì. Arriverà un giorno in cui tornerete a festeggiare una vittoria”. Poi è tornato sulla sua posizione: “Io ho perso. Dopo ogni elezione resta tutto com’è. Io sono diverso: non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ho fatto tutto quello che si potesse fare in questo momento”. Non ci è riuscito e quindi se ne assume le conseguenze: “Il mio governo finisce qui. Domattina riunirò il consiglio dei ministri, ringrazierò i miei ministri e poi salirò al Quirinale e consegnerò le mie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica”. A proporlo è il Fatto Quotidiano. Parole che erano state anticipate da un tweet del premier. “Grazie a tutti, comunque. Tra qualche minuto sarò a in diretta da Palazzo Chigi. Viva l’Italia! Pd arrivo, arrivo”. Poi una faccina sorridente. Su Twitter. Sono queste le prime parole del presidente del ConsiglioMatteo Renzi dopo la chiusura delle urne e i primi dati reali, che prefigurano una sconfitta disastrosa per il premier, il suo governo e per tutto il fronte del Sì.


