“Fragilità economica al Sud Italia con l’emergenza Coronvairus e quindi anche a San Marzano sul Sarno, dove già si conviveva con una fragilità economica ed una marginalità sociale, dovuta sostanzialmente a diversi fattori”. A parlare è il candidato sindaco della lista "La Scelta per San Marzano" Alberto Esposito. “Una riflessione sugli effetti del COVID-19 sul piano economico e sociale è, al momento, azzardata perché priva di rifermenti certi in quanto i primi provvedimenti del Governo sono finalizzati all’emergenza (obiettivamente necessari ma, a mio parere insufficienti, sia in termini temporali che in termini di aiuto alle persone ed alle imprese), mentre i provvedimenti dell’Unione Europea sono in larga parte da definire. - continua Esposito - Anche gli interventi previsti al momento dalla Regione Campania, seppure importanti, appaiono finalizzati all’emergenza, in attesa di interventi che incidano efficacemente per la ripresa economica delle piccole e medie imprese, sugli artigiani, sugli operatori del comparto ortofrutticolo, per non parlare del commercio e delle attività legati al turismo, alla cultura, allo spettacolo. Ovviamente è presto per tirare conclusioni, tutti aspettano di vedere i provvedimenti finali per la ormai rinomata FASE 2 (ripresa) FASE 3 (rilancio). Risulta evidente che nel SUD, già prima del virus, si conviveva con una fragilità economica ed una marginalità sociale, dovuta sostanzialmente a diversi fattori".
Poi parla della situazione di San Marzano sul Sarno
“San Marzano Sul Sarno è parte integrante del Sud, quindi sarà colpito come gli altri da problemi enormi legati alla emergenza sanitaria, economica e sociale. - continua Alberto Esposito - Oggi sulla base dell’emergenza sanitaria lo Svimez prevede una riduzione del PIL (prodotto interno lordo) del 8,4% (che al Sud sfiorerà il 10%) che inciderà notevolmente sulla disoccupazione, già di per sé grave.
Se a tutto ciò si somma la stato economico del nostro Comune, già estremamente delicato da un punto di vista dei conti pubblici, ed un tessuto sociale del territorio molto sofferente, in termini economici, lavoro, disoccupazione ed emergenze ambientali , risulta evidente che per la tenuta della coesione sociale e per il rilancio economico, diventa fondamentale la capacità di gestione dell’Ente in termini manageriali.
Lo stato socio-economico del nostro Comune, si può cercare di desumere dai seguenti dati. Il Bilancio del Comune, in linea di massima, evidenzia: un debito complessivo abbastanza alto; una pressione tributaria elevata (in particolare quella sui rifiuti!); una politica di investimento insufficiente, se non irrilevante; un gettito fiscale delle entrate compromesso dall’evasione (parzialmente giustificata dalla fragilità economica del territorio e dalla elevata tassazione richiesta dell’Ente). Rigidità della spesa corrente: elevata, con scarso margine operativo per interventi futuri. Il comune di San Marzano è classificato nel 2018 dall’Agenzia Cerved (leader del settore) come: C2.2 che indica area di rischio molto elevato con possibilità di default (classifica D). L’Organo di Revisione del Comune certifica l’equilibrio di Bilancio, senza esprimere particolari giudizi di merito, salvo consigliare una verifica periodica delle entrate (che garantiscono la spesa corrente) riferite ai Tributi, con particolare riferimento al recupero dell’evasione, contenzioso, residui attivi, debiti fuori bilancio. Ad inizio del nuovo mandato elettorale, sarà necessario, a mio modo di vedere, affidare ad una Agenzia di Rating una verifica dei conti pubblici per misurare il rendimento e l’efficienza della complessa macchina amministrativa ed ottenere indicazioni per migliorare la performance dell’Ente.
Stato del tessuto economico e sociale del territorio: dati statistici riferiti al territorio di San Marzano
Redditi IRPEF (anno 2016):
Dichiaranti (5.907 - 56,4% su 10.475 ab).
Importo Irpef dichiarato € 71.301.414 (media su dichiarazione € 12.071)
Reddito medio pro capite € 6.087,00
Posizione rispetto ai comuni della provincia per reddito medio basso: 9° su 158.
Vulnerabilità materiale e sociale: maggiore di 3 punti rispetto alla media nazionale.
Qualità della vita e grado di benessere del cittadino con indice molto basso!
Emergenza ambientale: elevata.
Percentuali di stranieri in provincia: 4° posto (riferito a quelli censiti).
Disoccupazione rispetto al dato medio provinciale: 18,9% (41° posto), quella giovanile (18/29 anni circa il 35%). Al 2019 i dati, seppur modificati, restano sostanzialmente confermati. Tutto ciò, prima del drammatico impatto sociale ed economico che si avrà a causa del Covid-19.
Il primo segnale preoccupante che indica l’aggravarsi delle condizioni di crisi economica e sociale della popolazione è quello della richiesta dei Buoni pasti per il Covid-19 che è stata pari a 436 domande (circa il 13 % dei 3.508 nuclei familiari), senza contare gli aiuti di Agro solidale della Caritas e dei cittadini.
Non si conoscono ancora i numeri, ma dato il valore medio delle dichiarazioni IRPEF dei cittadini marzanesi, pochissime imprese potranno ottenere il fondo di 25.0000 euro con garanzia al 100% dello Stato.
In questa situazione di estrema difficoltà, ho letto alcune proposte fatte in questi giorni da politici locali.
La prima sostanzialmente chiedeva un intervento del Governo di aiuto ed assistenza ai Comuni nel campo dei “Tributi Locali”, paventando una crisi di liquidità dell’Ente, in quanto la crisi economica farà diminuire le entrate ed aumentare, la già elevata evasione fiscale.
La seconda, in netta contraddizione con la prima, un maggiore esborso da parte del Comune per sostenere con ulteriori 600 euro per le fasce deboli, canalizzando (cioè tagliando) per un certo periodo alcuni servizi in alcuni settori. Chi conosce il bilancio dell’Ente, sa benissimo che le risorse per i servizi non essenziali sono ridotte al minimo e largamente insufficienti anche per un solo mese alle famiglie in difficoltà.
Una generica riprogrammazione dei fondi europei da parte della Regione Campania (tra l’altro già realizzata per l’emergenza).
La terza una semplice informativa dei decreti nazionali, regionali e comunali, asfittica e senza contenuti.
Insomma proposte di corto respiro, scarsamente efficaci, in alcuni casi inapplicabili, privi di una prospettiva futura!
Nuove sfide da affrontare per il Comune di San Marzano sul Sarno
"Risulta evidente che nella fase emergenziale, come per le imprese, anche per i Comuni si prevede un contributo straordinaria del Governo per far fronte al momentaneo peggioramento delle entrate e dei conti pubblici, ma l’abbassamento delle Tasse Locali, soprattutto se alte, non è compito del Governo o della Regione, ma è legato ad una diversa e più corretta gestione manageriale dell’Ente.
Diventa, quindi, importante inserire il territorio di San Marzano, oggi escluso, nella ZES (zona economica speciale) per non tagliare fuori il Comune dalla possibilità di ottenere contributi a fondo perduto, incentivi e sgravi fiscali per le imprese.
Il Comune di San Marzano dovrà fare la sua parte ed essere preparato per le nuove sfide che si dovranno affrontare: per innalzare il livello di competitività della macchina amministrativa.
Per attirare capitali privati favorendo Project Financing; potenziare il sistema infrastrutturale al servizio delle attività già presenti sul territorio; per creare nuovi posti di lavoro favorendo la nascita di nuove opportunità lavorative, sburocratizzando al massimo le procedure previste dalla legge.
Modificare il Piano Urbanistico Comunale allo scopo di favorire ed incentivare gli investimenti pubblici e privati. Per una rivisitazione generale del Piano di Recupero capace di rivitalizzare il centro storico. Il recupero ed il riuso dei contenitori dismessi e dei fabbricati del centro storico è una priorità assoluta in un territorio di modesta dimensione 5,15 Kmq e con una elevata densità abitativa 2.034 ab/kmq (7° su 158). Per organizzare un Piano dei Colori nel centro storico.
Noi come “La Scelta per San Marzano”, ci saremo con la speranza che nei prossimi mesi si possa aprire un confronto pubblico tra le varie proposte in campo, per dare l’opportunità ai cittadini di valutare e di scegliere, non in base ai soliti raggruppamenti di potere e di interessi, ma in base ad affidabilità, esperienza, credibilità e meritocrazia".

