A Pagani la corsa alle prossime elezioni amministrative entra nel vivo, ma il dato politico più evidente resta la mancata unità del centrodestra. Nonostante i ripetuti appelli alla convergenza, lo schieramento si presenta infatti frammentato, con scelte divergenti che stanno ridisegnando gli equilibri locali e aprendo una competizione tutta interna.
Da un lato, Fratelli d’Italia ha deciso di puntare sulla candidatura a sindaco di Nicola Campitiello, sostenuto da un’alleanza composta da quattro liste civiche. Un progetto politico che si propone come ampio e strutturato, costruito nel tempo insieme ad altri protagonisti della scena cittadina e con l’ambizione di rappresentare una sintesi tra esperienze civiche e appartenenze partitiche.
Campitiello appare oggi come uno dei candidati più organizzati, forte di un percorso condiviso negli anni precedenti e rilanciato con l’obiettivo di dar vita a una “super coalizione” competitiva e radicata sul territorio.
Di diverso avviso Forza Italia, che ha scelto di non convergere su questa proposta, avviando invece un percorso autonomo con il sostegno a Massimo D’Onofrio, volto noto della politica locale ed ex consigliere provinciale. Una decisione che segna una rottura netta all’interno della coalizione e apre di fatto a una sfida interna al centrodestra.
La scelta di D’Onofrio, che ha recentemente aderito al partito azzurro abbandonando il percorso civico, rappresenta un passaggio politico significativo. Il suo progetto guarda anche a possibili aperture verso esponenti dell’attuale maggioranza amministrativa, segnale di una fase di riposizionamento più ampia.
Alla base della spaccatura ci sarebbero divergenze sia sul metodo di individuazione del candidato sindaco sia sulla costruzione delle alleanze. Forza Italia rivendica un percorso più condiviso e radicato nel territorio, mentre altre forze del centrodestra hanno optato per scelte più rapide e meno concertate.
Il risultato è un quadro politico in continuo movimento, dove le alleanze tradizionali appaiono sempre più fluide e la presenza di liste civiche contribuisce ad ampliare l’offerta politica, rendendo la sfida ancora più aperta e imprevedibile.
Sul fronte centrosinistra
Sul fronte opposto, anche il centrosinistra è al lavoro per costruire una proposta unitaria. Tra i nomi che emergono c’è quello di Raffaele La Femmina, già assessore alle finanze, mentre il Partito Democratico, i Socialisti e altre componenti dell’area progressista stanno cercando una sintesi condivisa.
A incidere sul quadro complessivo è anche la fase di difficoltà dell’amministrazione uscente, segnata da fuoriuscite e nuovi equilibri interni che raccontano un progressivo logoramento politico.
La campagna elettorale si preannuncia dunque intensa e ricca di colpi di scena. A Pagani, più che i nomi, saranno determinanti le strategie, la credibilità dei progetti e la capacità di intercettare un elettorato sempre più esigente.
Un elemento appare però già chiaro: allo stato attuale non esiste una convergenza nel centrodestra e, di conseguenza, nulla può essere dato per scontato.


