"Gli spostati": lezioni da un dilettante
di Francesco Apicella
Nel 1961 l’attore americano Eli Wallach, diventato famosissimo in Italia per aver interpretato nel 1966 il ruolo del Tuco nel film “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone, fu scritturato, grazie alla sua amicizia con Marilyn Monroe, per il ruolo di Guido nel film “Gli spostati”, diretto dal grande e terribile John Huston. Nel film recitavano, come protagonisti maschili, Clark Gable e Montgomery Clift e Wallach, che era entrato nel mondo del cinema solo da qualche anno e non era ancora popolare, sapeva benissimo di non essere altrettanto importante nel film come i suoi due illustri e affermati colleghi. Per cui se ne stava buono, buono durante la lavorazione del film e, conoscendo il carattere autoritario e collerico di Huston, cercava di dare quanto meno fastidio potesse per non irritarlo. C’era una scena in cui Huston doveva riprendere lui e la Monroe su un camion ma solo il viso di Marilyn doveva essere inquadrato, mentre la giravano Wallach si accorse che il regista aveva piazzato la macchina da presa in maniera sbagliata. Protestando timidamente, fece notare la cosa al regista ma questi lo zittì, rimproverandolo aspramente “Senti ragazzo, non ti permettere mai più di interrompermi e di dirmi dove devo mettere la macchina da presa o come girare una scena. Ricevuto!!” Ma, poi, riguardando il filmato si accorse che, effettivamente, il giovane attore aveva ragione e ammise di essersi sbagliato “Okay, rifacciamo la scena e piazziamo la macchina da presa nell’altro modo”. Poi, guardando Wallach in cagnesco, aggiunse “E tu stai zitto!”Il film, sceneggiato da Arthur Miller, marito della Monroe, non portò bene ai suoi interpreti principali, sia per la Monroe che per Gable fu l’ultimo film completo che girarono durante la loro carriera. Clark Gable morì d’infarto subito dopo la fine delle riprese, Marilyn l’anno dopo, in circostanze misteriose, a tutt’oggi non ancora chiarite. Il film, accolto benevolmente dalla critica non ebbe però, al botteghino, il successo sperato. Resta, comunque, uno dei primi esempi di western “ecologico”, ben recitato e per il suo sapore “crepuscolare” molto simile, con grandissimo anticipo temporale, al film “Gli spietati” di Clint Eastwood.


