"Sabato, domenica e lunedì", ecco cosa avvenne durante la registrazione della commedia

04 Settembre 2015 Author :  
di Francesco Apicella Nel 1962 Eduardo De Filippo realizzò per la RAI una serie di 8 commedie, era la prima volta che entrava in uno studio televisivo perché, fino a quel momento, aveva considerato la televisione come un elettrodomestico qualunque e non come quello straordinario mezzo di comunicazione di massa che è. Quando il funzionario RAI lo contattò al telefono, per proporgli il progetto, esordì con queste parole: “Siamo la televisione!” ed Eduardo, senza scomporsi, “Aspettate, vi passo il frigorifero!”. Vi voglio raccontare un episodio davvero sfizioso, accaduto durante la registrazione della commedia “Sabato, domenica e lunedì”, di cui purtroppo, oggi, non è rimasta nessuna traccia negli archivi della RAI. Eduardo ha sempre affermato che, tra tutte le commedie da lui scritte, questa era la sua preferita. Il finale del secondo atto finisce con un attore vestito da Pulcinella che sta per uscire di scena, per andare a recitare in uno spettacolo pomeridiano, mentre tutti gli altri personaggi si devono sedere intorno al tavolo per mangiare gli spaghetti. Questo attore, non si è mai capito il perché l’abbia fatto, all’ultimo secondo, mentre saluta tutti ed esce, invece di uscire normalmente, in posizione eretta, si mise carponi e uscì praticamente a quattro zampe. “E che avete fatto?!?” disse Eduardo “avite asciuto pazzo?!?”. Bisognava rifare tutta la scena ma, poiché era l’ora della pausa serale, andarono tutti a mangiare qualcosa e rimandarono a più tardi la registrazione. Le riprese cominciarono verso le nove meno un quarto, di sera, i primi ad entrare nello studio furono Andrea Camilleri, delegato alla produzione, ed Eduardo…”Camillè, io non ho il coraggio di vedere in che stato stanno gli spaghetti, guardate voi!”. Camilleri alzò il coperchio della zuppiera e infilò dentro la forchetta “Eduà, gli spaghetti sono un blocco compatto!” “Una matassa!” corresse Eduardo. Poiché a quell’ora il bar della RAI era chiuso non restava che rivolgersi al ristorante più vicino e ordinare la quantità di spaghetti necessaria, era l’unica soluzione ma avrebbe ritardato la registrazione. Eduardo, poi, ci teneva che gli spaghetti fossero cotti al punto giusto, belli al dente! “Ma perché ci tenete tanto alla cottura degli spaghetti?” domandò, curioso, Camilleri “Ma perché me li devo mangiare io !” fu la risposta asciutta di Eduardo. Naturalmente il personale del ristorante, vedendo Eduardo, si mise a sua completa disposizione e gli preparò gli spaghetti al punto giusto di cottura, proprio come voleva lui. Le riprese ripresero dal punto in cui si erano interrotte, accompagnate dal profumo irresistibile degli spaghetti fumanti e da tanto appetito da parte di Eduardo e di tutti gli attori in scena.

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