Mamma non mi lasciare: il disturbo d’ansia da separazione

17 Maggio 2019 Author :  

Il disturbo d’ansia da separazione si manifesta come un’eccessiva paura o ansia riguardante la separazione da casa o dalle figure più importanti per il bambino, generalmente la mamma. Esso può manifestarsi durante la scuola materna o comunque prima dei 18 anni di età. Innanzitutto ricordiamo che un certo livello di ansia da separazione nel bambino è normale fino ai 6 anni. L’ansia inoltre è una reazione umana normale, ma diventa un problema quando inizia ad interferire con la scuola, con le relazioni familiari e amicali, con l’autostima, con la propria serenità e capacità di partecipare alle attività quotidiane. I bambini con disturbo d’ansia da separazione manifestano preoccupazioni eccessive e di gran lunga superiori rispetto a quelle “normali” dei loro coetanei. Quando si trovano ad essere separati dai genitori o nell’imminenza che questo avvenga infatti, cominciano frequentemente ad accusare sintomi fisici quali mal di testa, vomito, mal di stomaco, respiro corto e sudorazione. Da un punto di vista comportamentale, questi bambini si aggrappano ai genitori implorando loro di non lasciarli, facendo prolungati capricci e avendo attacchi di collera. Se sono lontano da casa, chiedono in continuazione di telefonare ai genitori e supplicano di essere riportati a casa. Inoltre presentano frequenti incubi di separazione o morte di persone care, paure irrealistiche e persistenti rispetto al verificarsi di eventi catastrofici che potrebbero separarli per sempre dai genitori. Preoccupazioni tipiche sono “E se succedesse qualcosa di brutto a mamma e papà?”, “E se non vengono a prendermi a scuola?”, “E se mi sento male e mamma non c’è”? Inoltre, può capitare che questi bambini rifiutino di dormire da soli se non resta un genitore nella stanza. A volte si addormentano a terra al letto dei genitori o davanti la porta della loro camera. Possono rifiutarsi di andare a scuola, essendoci un distacco dalla madre o comunque di andare a dormire da parenti/amici o frequentare colonie/campi estivi. A scuola piangono, hanno difficoltà a concentrarsi, hanno un basso rendimento scolastico, fanno continue domande e richieste di rassicurazione.
Come gestire la situazione?
Innanzitutto ascoltate e cercate di comprendere le emozioni del bambino, parlando con lui del problema e spiegandogli cos’è l’ansia, così da dare un nome a ciò che prova. Poi fate un piano della giornata spiegando in anticipo al bambino quali sono i programmi così da aumentare il suo senso di sicurezza. Insieme al bambino valutate quali attività potrebbe fare durante la separazione, stimolandolo a fare sport, giochi con i coetanei. Al momento della separazione, rimanete tranquilli in modo che il bambino percepisca serenità piuttosto che la vostra agitazione. Quest’ultima infatti potrebbe essere percepita ed utilizzata come metro di misura circa la pericolosità delle situazioni. Infine, rinforzate con elogi o piccoli premi ogni risultato raggiunto. Laddove questi piccoli accorgimenti non influiscano sul comportamento del bambino, potrebbe essere utile rivolgersi ad un psicoterapeuta.
Namastè!
“Niente nella vita deve essere temuto, deve solo essere capito. Adesso è il tempo di capire di più, così che possiamo temere di meno”. Marie Curie

Dottoressa Rossella Bisogno
Psicoterapeuta
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Rubrica Namastè
Curatrice dr.ssa Marciano

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