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“Va bbuò, ‘o ssai fa, va!”, Christian De Sica racconta il celebre papà Vittorio

07 Aprile 2022 Author :  

di Franco Apicella 

“Mio padre” racconta Christian De Sica “ era un grande ottimista ed era sempre spiritoso, allegro e con una gran gioia di vivere “ Cercate di godervi ogni istante della vita” ci diceva sempre “ perché, poi, passa. Quando stai alla stazione e ti rode perché il treno non arriva ma, rilassati e goditi anche quel momento, goditi l’attesa alla stazione.” “Nell’ultimo anno della sua vita noi facevamo finta di non sapere che lui fosse malato e lui faceva finta di non essere malato E’ morto a Parigi. Quando mamma mi chiamò e mi disse:” Vieni subito perché papà c’ha poco, è alla fine…” io ero a Milano, a teatro, impegnato in uno spettacolo con Wanda Osiris. Ho preso subito l’aereo per Parigi e sono andato da lui. ”mi ha guardato con affetto e mi ha detto:” Cristianè, guarda! Là c’è il vestito blu, dopo che ho fatto queste cure ce ne andiamo tutti e due a Montecarlo però, mi raccomando, stai vicino a mamma, tu c’hai più tempo di Manuel (fratello di Christian n.d.r) che fa il musicista ed è sempre impegnato. Mamma è una ragazzina, più ragazzina di te, mi raccomando…ma guarda che bel culo c’ha quell’infermiera!” “Voleva farmi ridere pure in quel momento.. Poi, mi ha detto:” Voglio un bicchiere di whisky!” mi somno meraviglato perché non lo beveva mai, gli piaceva solo il vino. Mentre beveva il whisky, a un certo punto, il ghiaccio ha fatto “plin” nel bicchiere, mi sono girato e papà non c’era più. Era stato un buon padre, ci aveva amato tantissimo e ci aveva insegnato ad amare la vita, sempre, nonostante tutto. Ero felice che lui, due anni prima, avesse assistito al mio debutto come cantante e avesse approvato la mia scelta artistica, dandomi la sua benedizione. Nel 1972 sono entrato a far parte, come cantante, del gruppo musicale “La pattuglia azzurra”, di cui già faceva parte, come batterista, Massimo Boldi, abbiamo debuttato allo “Sporting” (famoso night club n.d.r) di Montecarlo. Tra il pubblico in sala c’erano a un tavolino Grace Kelly, il principe Ranieri, mio padre e mia madre, a un altro c’era il grande ballerino russo Rudolf Nurejev, a un altro il pianista e composit ore Sergio Mendez e a un altro ancora Gene Kelly, il famoso attore di Hollywood, ballerino, coreografo, cantante e regista. Ero emozionatissimo, me la facevo sotto dalla paura. Mi feci coraggio ed entrai in scena cantando un pezzo di Cabaret. Avevo un vasto repertorio, con canzoni italiane, napoletane e americane ma, soprattutto pezzi swing famosi, di Frank Sinatra, di cui ero un grande ammiratore. Fu un grande successo, il pubblico cominciò subito a battere le mani e alla fine dell’esibizione ci fu uno scroscio di applausi. Ero stupito e, al tempo stesso, contentissimo di quel grande successo. Papà, che all’inizio era scettico sulla mia scelta di fare il cantante, mi si avvicinò e mi disse”Va bbuò, ‘o ssai fa, va!” Per festeggiare il grande successo della serata, a un certo punto, me ne sono andato con tutta l’orchestra in un locale di Montecarlo e, presi dall’entusiasmo, abbiamo alzato il gomito un po’ troppo…. e lì, poi, non è che ti danno un bicchiere di champagne, te ne portano dei pitali pieni. Ho bevuto come un dannato e son tornato in albergo alle 5 del mattino barcollando, completamente ubriaco, e con una pancia gonfia come un tamburo. Con una mano mi sono appoggiato al muro e con l’altra ho schiacciato il bottone per chiamare l’ascensore… la mia camera era al quinto piano. Nell’attesa, appoggiato al muro, mi sono rilassato…ma, forse, mi sono rilassato un po’ troppo ed eccola là…è successo! Me la sono fatta addosso….ma non era pipì, era cacca! Mi ha preso una “cacarella a fischio” e ne ho fatta tanta, tanta….senza risparmio! Mi sono infilato subito nell’ascensore e tutt’intorno, all’istante, si è sparsa una puzza terribile. Al secondo piano l’ascensore si è fermato, si sono aperte le porte ed è entrata nientedimeno che Soraya, l’ex imperatrice di Persia, elegantissima, profumata e più bella che mai. Mi volevo sotterrare dalla vergogna, la puzza era dappertutto e c’era Soraya che, incredula, continuava a dire:”C’est bizzarre, c’est terriblement bizzarre”. Al quinto piano sono sceso più imbarazzato che mai e lei è rimasta dentro. Ma pure lei, chissà dove andava alle 5 del mattino, chissà che aveva combinato. Mica ero il solo ad avere la coda di paglia! Come sempre, Christian De Sica, a cui va tutta la mia ammirazione, come artista e come uomo, ci ha divertito tantissimo col suo aneddoto, in linea con lo spirito allegro del suo celebre papà.

 

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