Nel corso degli anni il materiale recuperato dai volontari è stato esposto presso enti, istituzioni, scuole ed altri luoghi pubblici. In ogni occasione sia la preparazione che la visita delle esposizioni sono state totalmente gratuite. Migliaia di persone, fra le quali numerose scolaresche, hanno visitato gli allestimenti esprimendo il loro apprezzamento per il lavoro svolto e restando notevolmente impressionate dai cimeli esposti. Una parte degli oggetti recuperati e delle storie ricostruite sono visionabili presso la Cappella di San Ludovico nell’Archivio di Stato di Salerno in largo Abate Conforti.
Nel marzo del 2013 l’Associazione ha ricevuto un importante riconoscimento dalla sezione del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America, il Defense Prisoner of War - Missing Personnel Office (DPMO, attualmente noto come DPAA), che si occupa di rintracciare i militari statunitensi dispersi in guerra. I volontari hanno fattivamente collaborato alla ricerca dei resti di due aviatori americani precipitati nel salernitano e sono diventati il referente per il DPAA per le ricerche di altri dispersi nel sud Italia.
Ritrovare il punto in cui è caduto un aereo non è quasi mai un’impresa facile. Durante gli anni della seconda guerra mondiale nel Meridione ne caddero a decine. Di quelli precipitati nei centri abitanti è quasi impossibile ritrovarne traccia se non nella memoria di qualche testimone oculare o nei libri di storia. Pure gli aerei precipitati nelle campagne o sulle montagne sono oramai scomparsi. Infatti, il prezioso alluminio di cui erano fatti, costituiva una tentazione troppo forte per quanto vissero in quel difficile periodo della nostra storia. Per tale ragione anche i velivoli caduti nei posti più inaccessibili sono stati smembrati e portati a valle onde il nobile metallo potesse essere rivenduto come rottame ai fonditori. Quanto è possibile recuperare nel sito di un abbattimento aereo non sono altro che innumerevoli frammenti di metallo, plastica e legno. Eppure da questi minuscoli frammenti è stato quasi sempre possibile identificare il tipo di velivolo e a volte, grazie anche alla preziosa collaborazione di istituzioni e singoli individui, chi componeva il suo equipaggio e la sua storia.
L’Associazione si occupa anche della conservazione dei cimeli ritrovati sul campo di battaglia dell’Operazione Avalanche. Nella maggioranza di tali ritrovamenti è impossibile risalire a chi fosse il proprietario dell’oggetto. A volte però, un nome scritto a mano sul cimelio recuperato oppure un numero di matricola permettono di associare l’oggetto ad una persona specifica e consentono quindi di ricostruirne in maniera completa o parziale la sua storia. Spesso la fine di queste vicende è tragica, altre volte no. In alcune occasioni i volontari hanno avuto la soddisfazione di riuscire a far pervenire gli oggetti ritrovati ai loro vecchi proprietari o ai loro familiari.
Finora SALERNO 1943 ha ricostruito le storie di centinaia di militari, ha identificato i crash site di circa 40 aerei ed ha ritrovato i resti di 8 soldati. Si tratta di 3 tedeschi (Wilhelm Hescnauer, Walter Prochel e uno ancora ignoto), 4 inglesi (Ronald George Blackham e tre ancora ignoti) e 1 statunitense (Dewey Leroy Gossett). Alcune delle nostre scoperte sono raccontate nel libro “Salerno 1943. Gli aviatori, le storie, i ritrovamenti dell’Operazione Avalanche”, ISBN 9788890904912.
Quanti desiderano dare il loro contributo all’operato di SALERNO 1943 sono i benvenuti. L’Associazione è sempre particolarmente interessata ad esporre gratuitamente i propri ritrovamenti, a ricevere segnalazioni relative ad aerei precipitati in Campania e nelle regioni vicine e a notizie sui luoghi che furono teatro di combattimenti o di transito di truppe durante i giorni della seconda guerra mondiale. E' anche particolarmente gradito l'aiuto di quanti vorranno collaborare con la ricerca sul campo oppure con la raccolta di testimonianze, documenti o reperti.

