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Costiera Amalfitana. Turismo: tornano stranieri ma incertezza guerra e rincari

10 Marzo 2022 Author :  

La Costiera amalfitana si prepara a una nuova e incerta stagione turistica, con la minaccia delle possibili conseguenze del conflitto russo-ucraino. Rispetto alle due precedenti annate, condizionate dall'emergenza Covid, le principali strutture ricettive riapriranno i battenti nei primi giorni di aprile con in dote un rassicurante numero di prenotazioni che in molti casi supera abbondantemente il 50% della capacita' ricettiva totale fino a ottobre. Si rivedranno in pianta stabile gli habitue' americani e inglesi, almeno dalle prenotazioni, ma non mancheranno gli italiani che proprio in conseguenza dell'effetto Covid hanno riscoperto il Belpaese. Numeri gia' importanti, determinati soprattutto dal settore dei matrimoni che riporta in Costiera molte delle coppie che nel 2020 e nel 2021 si erano viste costrette a rinunciare al giorno piu' bello nel posto per loro piu' bello. "La stagione sulla carta si presenta molto bene - spiega all'AGI Salvatore Gagliano, direttore dell'hotel 'Il Tritone' di Praiano - ma siamo comunque soggetti agli eventi in essere e la guerra in Ucraina rischia di coinvolgere l'Europa e il mondo intero. Ad oggi non sappiamo quali saranno le conseguenze e se si avra' liberta' di viaggiare, di entrata e uscita dai paesi per chi vuole fare una vacanza". Con l'impennata del prezzo dei carburanti, di gas e luce, anche altri prodotti, come gli alimenti, sono destinati a subire ulteriori aumenti. Costi non previsti che potrebbero pesare fortemente sui bilanci delle strutture. "Rivedere i prezzi non sarebbe corretto - aggiunge Gagliano - in quanto esiste gia' un accordo tra gli ospiti e le strutture alberghiere. Eventuali modifiche possono essere apportate dopo questi vertiginosi aumenti destinati a pesare fortemente sui bilanci delle strutture. Potrebbero mancare molti prodotti di qualita' e sara' difficile averli". Un'altra criticita' e' nella difficolta', specie di alberghi e ristoranti, a reperire personale qualificato. Trovare una donna ai piani o un commis di sala e' quasi un'impresa. "Un problema che sta toccando tutte le strutture - dice - c'e' piu' domanda che offerta. Negli ultimi 7-10 anni abbiamo assistito a uno sviluppo non indifferente del settore della ristorazione, dell'extralberghiero con bed and breakfast e case vacanza, noleggio auto con conducente e dei bar. Tutte queste innovazioni hanno sottratto tanti posti di lavoro agli alberghi che un tempo rappresentavano l'occupazione piu' ambita. Fino a qualche anno fa le ragazze andavano a lavorare nelle boutique e i ragazzi facevano i camerieri o i facchini. Oggi ci sono tante altre alternative, e' un fatto naturale questo, non tanto sotto l'aspetto economico ma quello della liberta' di svolgere un tipo di vita diverso". Ancora resiste, nella lussuosa Costiera Amalfitana, il fenomeno del lavoro sottopagato o addirittura in nero. E anche personale dipendente formato, assunto nelle strutture piu' prestigiose, pur di avere un impiego non lontano da casa accetta di percepire salari da minimo sindacale. All'anello debole della catena del turismo, anche quest'anno saranno chiesti "sacrifici" da parte delle aziende. "Il lavoro in nero si detesta e si condanna. Chi si sente danneggiato, ci e' sottopagato, fa bene a uscire allo scoperto e denunciare chi ne approfitta per fare contratti non conformi alla legge" conclude Gagliano. "Il vero problema e' sotto gli occhi di tutti: non si intende gestire i processi del lavoro in maniera legale - dice all'AGI Luigi Vicinanza, segretario provinciale della Filp Cisal di Salerno -. C'e' ancora chi offre 800 euro al mese o addirittura lavoro nero, magari a chi e' percettore diretto di reddito di cittadinanza. Uno stipendio minimo da 1200 o 1300 euro al mese oramai non basta per campare anche con gli aumenti dell'energia. Abbiamo ricevuto tante richieste da aziende che non ce la fanno a sostenere i costi e sono pronte a chiudere. E' una situazione preoccupante".

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