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Rapina a Ottaviano: i carabinieri-banditi chiedono la libertà

OTTAVIANO. Sarà depositato il prossimo martedì il Riesame al Tribunale della libertà di Napoli per i due carabinieri-rapinatori in trasferta in Campania, Claudio Vitale di Terzigno e Jacomo Nicchetto di Chioggia, in provincia di Mestre. L'avvocato difensore dei due, Francescopaolo Laudisio ha deciso di presentare l'istanza nel termine ultimo in modo da acquisire tutte le prove documentali e balistiche possibili per scagionare i suoi clienti. Intanto i due a breve sarnno trasferiti nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, la meta che loro hanno deciso di raggiungere in alternativa alle celle di Fuornio a quelle di Poggioreale. Nei giorni di scorsi intanto l'indagine sulla rapina di mercoledì scorso al supermercato Etè di Ottaviano, finita con un morto e nove feriti è approdata a Mestre dove i due erano in forza al IV Battaglione Veneto. I militari dell’Arma hanno perquisito ieri gli alloggi assegnati nella caserma di Mestre al chioggiotto Jacomo Nicchetto e al napoletano Claudio Vitale in carcere con l’accusa di rapina e omicidio volontario in concorso. Perquisite pure le loro case a Mestre e Chioggia. I due furono arrestati mercoledì della scorsa settimana. Nicchetto e Vitale, infatti, in licenza, avevano messo a segno un colpo in un supermercato di Ottaviano, in via Vecchai sarno, ma sono stati inseguiti da proprietari e dipendenti in una sparatoria all'ultimo sangue che ha visto quattro protagonisti. In particolare, oltre ai due carabinieri – come è emerso dal test dello stub - anche altri due tra i feriti (probabilmente i due rumeni coinvolti) hanno sparato ferendo di fatto Nicchetto al gluteo. In attesa dell'iscrizione ufficiale dei due nel registro degli indagati per tentato omicidio, la citt piange Pasquale Prisco, il 28enne di Ottaviano rimasto ucciso nella sparatoria. Suo fratello invece è stato nuovamente interrogato dagli inquirenti. Dve chiarire alcuni dettagli dello scontro. Intanto i due carabinieri che davanti ai giudici avevano sostenuto di aver sì messo a segno la rapina ma di non aver mai avuto l'intenzione di uccidere ma solo quella di fare il colpo, erano finora gli unici due ad essere stati arrestati dopo poche ore dal colpo. Ora ai due militari dell'Arma, rispettivamente di Chioggia e Terzigno avevano detto agli inquirenti di essere stati aggrediti nella corsa sulla strada statale 268 da dodici persone. I due ora però sono in 'compagnia' degli altri due feriti. I carabinieri-rapinatori sono anche stati visitati dal Ctu per verificare le lesioni riportate e ciò vale anche per Donato Prisco, il fratello del 28enne ucciso nel corso della sapratoria, le cui condizioni sono migliorate.

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