Nocera. Il Comune era stato salvato dalla mannaia Seta solo lo scorso febbraio quando il tribunale aveva dichiarato inammissibile il reclamo Seta: ora il caso finisce in Cassazione. Il Comune di Cava de Tirreni trascina l'ente nocerino in Tribunale per evitare il crac finanziario e mettere così a rischio il comune di Nocera Inferiore. La Seta, la società che fino al 2012 si era occupata della raccolta e smaltimento dei rifiuti, aveva portato i due comuni in aula. Nel mirino dell’Ente metelliano c’era la transazione, chiusa qualche tempo fa dal Comune capofila dell’agro con la curatela fallimentare della Seta. Nello specifico, il Comune di Cava sin dal primo istante aveva contestato l’atto, dal momento che lo stesso prevedeva una drastica riduzione del 44,52% del debito che Nocera Inferiore aveva nei confronti dell’ex società mista. Cioè il credito di SeTa verso il Comune di Nocera Inferiore, pari a 13milioni di euro, di cui sei già accertati con decreti ingiuntivi, era stato estinto con il pagamento di 5milioni e500mila euro.
Una decisione che, secondo i legali del comune metelliano, sarebbe stata priva di qualsiasi giustificazione e che avrebbe determinato un danno per le casse del Comune di Cava. Per questo motivo, l’amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni, aveva chiesto la revoca e l’annullamento della transazione, poiché avrebbe penalizzato i creditori e lo stesso comune metelliano, a vantaggio di quello nocerino. Ma per i giudici quel reclamo del comune di Cava era inammissibile. Ora il comune di Cava de Tirreni ha presentato ricorso in Cassazione ed il comune di Nocera Inferiore si è costituito in giudizio con l'avvocato Filippo Castaldi.


