Sequestrata almeno un'ora, dalle 21 alle 22 e costretta a seguirli in un garage. La ragazzina ha urlato e pianto fino a che non ha accettato passivamente i rapporti orali con altri due del branco. Un incubo che ha segnato profondamente la vita dell'adolescente. Un racconto shock e una situazione davvero atroce quella che ha convinto il giudice del tribunale di Nocera Inferiore a non scarcerare i cinque stupratori della 15enne di Sarno aggredita e violentata dal gruppo domenica scorsa a San Valentino Torio.
Resteranno in cella tutti e cinque: uno di loro compirà 18 anni a settembre, è lui il tramite, “il mostro” di cui la ragazzina ha raccontata di essersi fidata per l'amicizia che la legava al cugino, anche lui accusato di essere uno stupratore a soli 17 anni. Le avevano detto che le dovevano parlare ma poi in quel garage sotto ad una palestra in Piazza Spera, proprio dove c'era il Sisa, ma in quel garage l'aspettavano anche altri tre ragazzi di 16 anni ciascuno.
Le telecamere di sicurezza riprendono il suo “fidato” amico che la porta sotto il braccio in quel garage in cui poi servirà la forza per farla entrare: inizia il suo incubo. Tutti avevano lo stesso piano e che lei non fosse consenziente a loro non importava. I cinque si sono difesi sostenendo che la 15enne fosse una ragazza di facili costumi: una affermazione riprorevole e gratuita che comunque se anche fosse stata vera sarebbe stata vera sarebbe servita a poco come difesa. Il giudice ha deciso di sbatterli in carcere e di lasciarli lì in attesa probabilmente del processo.
Leggi anche:
Violenza sessuale ad una ragazza di Sarno, 5 minori di San Valentino nei guai
Sarno. Violentata a turno a S. Valentino, la madre non perdona: "Mia figlia non è stata la prima"
Da San Valentino Torio a Pavia. Escalation di violenza contro le donne: cosa sbaglia la Società?


