Sarno piange Gaetano Russo: il panettiere ucciso mentre difendeva la figlia
Sarno è sotto shock per l’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere ucciso la scorsa notte nella sua salumeria di piazza Sabotino. Una tragedia che ha colpito nel profondo un’intera comunità, privata all’improvviso di una delle sue figure più conosciute e stimate.
Gaetano Russo non era solo un commerciante: era un punto di riferimento per tutti. Un uomo buono, sempre disponibile, un lavoratore instancabile. La sua salumeria era sempre aperta, anche di notte, quando tutto il resto era chiuso. Per il pane, per una necessità improvvisa, per aiutare chiunque bussasse.
Nessuno immaginava che quella sarebbe stata l’ultima notte. L’ultima trascorsa a preparare il pane per i suoi clienti affezionati.
Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 00:45, davanti al negozio si sarebbe presentato un 35enne, A.S. le sue iniziali, noto alle forze dell’ordine e tossicodipendente, che chiedeva soldi. L’uomo avrebbe avuto un alterco con la figlia diciannovenne di Gaetano e, in un momento di tensione, avrebbe tentato di aggredirla.
Gaetano è intervenuto per difendere la figlia ed è stato colpito mortalmente con il suo coltello da lavoro, lo strumento che per anni aveva usato solo per preparare le prelibatezze che tutti ricordano.
Dopo l’aggressione, il 35enne si sarebbe barricato all’interno del negozio, impedendo ogni accesso. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, hanno dovuto sfondare la porta per entrare e mettere in sicurezza la scena.
L’aggressore, già nel pomeriggio, era stato visto aggirarsi per Sarno in stato di alterazione, presumibilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Aveva infastidito cittadini e commercianti e disturbato una funzione religiosa nella chiesa di San Teodoro, dalla quale era stato allontanato.
Ora Sarno è una città ferita, che piange un uomo perbene, un lavoratore onesto, un padre. Una perdita che lascia sgomenti e impone una riflessione profonda sul senso di sicurezza e sulla tutela di chi, ogni giorno, lavora con sacrificio e dedizione.
Con la morte di Gaetano Russo non si è spento solo un negozio. Si è spenta una presenza importante. E l’intera comunità oggi ne avverte il vuoto.


