Fdi, Santocchio e Salvati: "Scafati ritorna alla legalità senza Aliberti"
Aspettandoil commissario per rilanciare la città in attesa del voto: i consiglierei di Fratelli d'ItaliaMario Santocchio e Cristoforo Salvati dicono la loro sulle dimissioni di Aliberti e sulla nuova era che sta per aprirsi. "La nostra città si avvia al ritorno sulla retta via della legalità, dopo le dimissioni definitive del ex-Sindaco A.P. Aliberti, a seguito delle decisione del Tribunale del riesame di arresto in carcere per scambio politico elettorale di tipo mafioso" dichiarano in una nota i consiglieri comunali di F.D.I., Cristoforo Salvati e Mario Santocchio “ La continua perdita di immagine che la nostra comunità ha subito in questi anni, va molto aldilà della pur rilevante indagine della DDA di Salerno che vede indagati oltre all’ex primo cittadino, buona parte delle prime linee della sua amministrazione e per le quali, pur dichiarandoci garantisti avevamo evidenziato nel tempo mancanza di limpidezza in tutto l’operato del governo cittadino. Nonostante la fiducia nell’opera della magistratura, dobbiamo però rilevare che tutto ciò si è verificato per il grave conformismo ideologico e morale di tutta la maggioranza, che ha continuato fino agli ultimi giorni a perpetuare procedure ai limiti della legittimità e per le quali pende insieme alle gravi vicende giudiziarie de quo, il probabile scioglimento per infiltrazione mafiosa del consiglio comunale per la seconda volta negli ultimi venti anni. Tutto ciò ci non ci fa gioire, nonostante i continui dissensi che dall’opposizione abbiamo evidenziato con impeto morale sin dagli inizi della nuova consiliatura, il disonore e la vergogna per la nostra città ci intristisce anche se purtroppo gli eventi ci stanno dando ragione. L’eredità morale e politica che lascia Aliberti è un fardello molto penoso per tutta la nostra comunita’, fatto di mortificazione morale, dei meriti e delle coscienze che non può essere compensata dai pochi “beneficiari” delle sue clientele politiche e il fallimento del PUC, del PIP e dei Fondi PIU’ Europa debbono essere ascritti alla sua ingombrante quanto improduttiva politica familistica e amorale. La città ha bisogno del ripristino delle regole e dei valori democratici di una stato di diritto calpestato ogni giorno e l’arrivo del Commissario Prefettizio, dovrà sanare le ferite ancor aperte dalla mala politica e per le quali la gran parte della macchina amministrativa comunale, che non si è piegata, sta subendo un grave rallentamento negli ultimi anni. A questa città, alla società civile e alla buona politica, che non si è mai piegata al malaffare, rinasce con il ritorno dello stato nella figura del Commissario, la speranza di un futuro migliore per la nostra martoriata comunità, è da qui che bisogna ripartire costruendo dalle macerie ricevute in eredità una nuova Città, che sappia porre finalmente e dopo tanto tempo al centro del dibattito il “bene comune””


