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San Valentino Torio. L'opposizione si incatena in consiglio: "Via il dirigente rinviato a giudizio"

13 Aprile 2017 Author :  

San Valentino Torio. Mercoledì di tempesta quello che si è tenuto a San Valentino Torio: a finire nell’occhio del ciclone l’approvazione del bilancio di previsione e la firma in calce che porta, quella di Giovanni Padovano. Il presunto silenzio del primo cittadino Michele Strianese dopo le richieste di sospensione avanzate dall’opposizione e in particolare da Marco Amatrudo e Luigi De Vivo ha spinto i due consiglieri di San Valentino Futura a incatenarsi nell’aula consiliare del municipio per chiedere la rimozione immediata del dottore Giovanni Padovano, responsabile del settore Economia e Finanza del comune di San Valentino Torio. La richiesta è conseguente alla decisione di Paolo Valiante, giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Nocera Inferiore, di rinviare a giudizio più di 30 degli indagati per l’inchiesta di abusivopoli che, nel 2015, interessò ex amministratori, amministratori in carica, tecnici e impiegati del comune per abuso d’ufficio, associazione a delinquere ed altri capi d’accusa. A giugno, dunque, ci sarà il processo per più di 30 persone tra cui il dottore Padovano, attualmente responsabile del settore economico di San Valentino Torio e i due consiglieri Massimiliano Russo e Teresa Vastola. Per i consiglieri Amatrudo e De Vivo, fermo restando la presunzione d’innocenza, il buon senso avrebbe dovuto spingere il primo cittadino Strianese a prendere provvedimenti nei confronti di Padovano, provvedimenti che non ci sono ancora stati.
“Il problema – racconta Amatrudo – è che non possiamo varare atti di un responsabile che è stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere. È vero che esiste la presunzione di innocenza però nella pubblica amministrazione non guasterebbe un minimo di prevenzione soprattutto perché si tratta di una figura esterna, una figura che è scelta dal sindaco. Ma se l’amministrazione non riesce ad essere il più trasparente possibile ma ai cittadini cosa chiediamo? Di pagare solo le tasse? Ci sono dei campanelli d’allarme che si stanno ignorando. Non sappiamo perché il sindaco non prenda provvedimenti anche se in realtà quando Strianese era all’opposizione con l’amministrazione Luminello, scrisse cose molto più gravi sullo stesso Padovano e sui suoi bilanci. E se allora lo criticava, perché oggi lo difende?”
Per Amatrudo e De Vivo, il bilancio redatto da Padovano è un documento da considerare improprio e illegittimo e, come forma di dissenso, i due consigliere hanno deciso di abbandonare l’aula consiliare e di non prendere parte alla seduta del Consiglio che ha portato all’approvazione del bilancio di previsione: sia Amatrudo che De Vivo, infatti, hanno chiesto “l’immediata rimozione del dottore Padovano e del dottore Angelo Lanzetta e, non volendo avallare nemmeno con la presenza il compimento di atti illegittimi, abbandonano l’aula.”
Ma per Michele Strianese il rinvio a giudizio non è un valido motivo per il sollevamento dall’incarico e nemmeno per una sospensione, che potrebbe essere anche momentanea almeno fino a quando la posizione del funzionario non sia chiarita nelle opportune sede. I dirigenti italiani indagati sono migliaia, che differenza può fare uno in più?
“Nei miei dieci anni da consigliere di opposizione – commenta Michele Strianese – non ho mai raggiunto il livello di bassezza politica raggiunto stasera dal gruppo San Valentino Futura – Alternativa Popolare. Un’offesa all’intera popolazione, al consiglio comunale e ai cittadini presente. Ho sempre scelto di confrontarmi e questo clima di terrore psicologico, di cattiveria è generato esclusivamente da Amatrudo e De Vivo che continuano a basare la loro opposizione su un’inchiesta giudiziaria che non interessa in nessun modo questa amministrazione. Mi vergogno per questa sceneggiata da circo fatta da persone bocciate dal popolo e non eletti nemmeno consiglieri comunali.”
Per quanto riguarda la posizione di Padovano, Strianese dichiara che non è necessario far diventare un caso eclatante il rinvio a giudizio di un funzionario: “Il rinvio a giudizio di un funzionario diventa motivo di protesta solo nel comune di San Valentino Torio. I dirigenti che, in Italia, sono indagati e che stanno affrontando processi sono migliaia e migliaia. Non c’è nessuna norma che preveda la sospensione cautelare obbligatoria in questi casi. Abbiamo già parlato con la Prefettura e abbiamo fatto le dovute verifiche. Non esiste alcuna norma nella normativa anticorruzione né in altre leggi e testi dello stato che prevede la rimozione di un dirigente a meno che non sia stato arrestato o condannato. Anche il Presidente della Provincia e il direttore generale della Provincia sono rinviati a giudizi? Quindi anche loro dovrebbero essere sollevati dal loro incarico?”
Resta il fatto che la seduta di Consiglio Comunale ha portato all’approvazione di tutti i punti all’ordine del giorno tra i quali anche il bilancio di previsione con i 9 voti favorevoli dei silenziosi consiglieri di maggioranza e i 3 voti contrari di Russo, Tersa Vastola e Raffaella Zuottolo. Assenti Armando Ruggiero e Pasqualina Longobardi di Città Nuova.

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