La protesta civile dei genitori degli alunni della scuola di Mariconda, svoltasi questa mattina, riaccende i riflettori su una vicenda che da anni grava sulle famiglie del quartiere. A intervenire sono i consiglieri comunali Assunta Barone e Gennaro Avagnano, del gruppo Scafati Rinasce, che esprimono pieno sostegno ai genitori e chiedono una soluzione immediata.
«Questa mattina i genitori degli alunni di Mariconda hanno mostrato tutto il loro giusto disappunto, la loro protesta civile è più che motivata. Sono anni che sono stati privati della scuola, dei lavori di consolidamento che dovevano durare pochi mesi stanno perdurando da anni», dichiarano i due consiglieri.
Una situazione che ha costretto le famiglie a continui spostamenti verso il plesso del Capoluogo, inizialmente individuato come soluzione temporanea. «Le famiglie sono costrette ad un andirivieni tra il loro quartiere e il plesso Capoluogo che li accoglie per quello che doveva essere un periodo momentaneo e si sta protraendo contro ogni logica, da anni», proseguono Barone e Avagnano.
Secondo gli esponenti di Scafati Rinasce, il paradosso è che l’edificio scolastico di Mariconda sarebbe ormai pronto. «Eppure la scuola è stata completata, mancherebbe solo l’agibilità, una lentezza burocratica che pagano i bambini. Ci chiediamo dunque perché non permettere l’entrata e la frequentazione come è avvenuto per la scuola di via Genova dove pure manca la stessa documentazione».
Nel frattempo, le difficoltà quotidiane ricadono interamente sulle famiglie. «Bambini e genitori sono costretti ogni giorno ad accompagnare i loro figli presso una sede scolastica che è distante chilometri e nel migliore dei casi devono attendere che l’autobus messo a disposizione dal Comune, non sempre preciso, li accompagni».
Una condizione definita inaccettabile dai due consiglieri: «Un peregrinare che deve avere termine al più presto. Gli alunni non possono pagare per la lentezza delle istituzioni, quale immagine si dà a chi rappresenta il futuro delle nostre generazioni?».
Infine, l’attenzione si sposta sul contesto sociale del quartiere. «Il quartiere Mariconda, le famiglie soprattutto fragili che vi abitano, meritano rispetto e la loro scuola, che tra l’altro è stata sempre un fiore all’occhiello», concludono Assunta Barone e Gennaro Avagnano, ribadendo la necessità di restituire al più presto la scuola alla comunità.


