“Miranda, facce ‘a mossa!”, l'aneddoto sulla straordinaria artista Miranda Martino

23 Marzo 2019 Author :  

di Francesco Apicella

Miranda, facce ‘a mossa!”

Che belli ccosce ca’ tene ‘a signurina Martino”, diceva Totò con rispetto e ammirazione, ogni volta che i suoi occhi, come api golose sui fiori, si posavano sulle gambe della bellissima Miranda Martino. Era il 1959 e Miranda, apprezzatissima interprete ambasciatrice della canzone napoletana nel mondo, era stata contattata dal grande artista napoletano che, affascinato dalla sua voce, voleva che lei gli incidesse due canzoni da lui scritte. “Io sono andata a casa sua” racconta Miranda “e ogni cosa che vedevo e dicevo,ammirata “Che bella!”, lui, pronto, me la regalava di tutto cuore, così, per non spogliargli la casa delle cose più belle, non ho detto più niente. Ad un certo punto si siede al pianoforte e mi fa sentire la prima canzone, era una canzone tristissima che si chiamava “Casa mia” e aveva un inizio davvero drammatico e cupo “Casa mia, stammo purtanno ‘o lutto tutte e dujie….”Poi viene in radio per farmi cantare le due canzoni e con me, quel giorno, c’era anche Fausto Cigliano (bravissimo cantante, chitarrista e attore napoletano n.d.r) che doveva cantare anche lui due canzoni ,sempre scritte da Totò. Finito di cantare,Totò dà, ad entrambi, una busta in mano. Apro la mia e dentro c’erano 300mila lire, una somma enorme all’epoca. “Principe” gli dico” Non le voglio, non posso accettare, io ho fatto questa cosa per Lei, con grande piacere e la voglio fare gratis”.”No, no” mi ha risposto” Pigliatelle, chille fanno sempe commode”. Naturalmente, anche nella busta di Fausto c’era la stessa cifra. Una sera d’estate del 1994’, insieme al mio amico Carmine Pagano, attore, autore e regista ,sono stato, a Roma, ad una delle serate della Muccassassina, che, allora, si teneva, all’interno dell’ex cinema Castello, nei pressi del Vaticano. Ospite d’onore della serata era Miranda Martino, cantante e attrice di grande talento, nonché scrittrice sensibile e attenta ai problemi della società . Non l’avevo mai vista e sentita dal vivo, rimasi incantato dalla sua presenza e dal suo carisma scenico: era bellissima e ammaliò me e tutti i presenti con i colori morbidi e caldi della sua splendida voce, ricca di infiniti chiaroscuri espressivi, regalandoci un nutrito repertorio di canzoni napoletane classiche; inoltre, recitò poesie, ballò e si profuse, a furor di popolo, nel conturbante numero della mossa, suo indomito cavallo di battaglia. Alla fine della sua performance, io e il mio amico salimmo sul palco e ci complimentammo con lei per la sua bravura e il suo straordinario talento naturale. Carmine le disse che scriveva per il teatro e voleva farle leggere un testo drammatico che riteneva adatto alle sue capacità espressive. Con affetto ci invitò da lei per il giorno dopo e noi, naturalmente, accettammo l’invito,di buon grado. Arrivati a casa sua, suonammo al citofono e lei ci disse:”Salite, salite, vi stavo aspettando!” Ci venne ad aprire a piedi nudi, senza un filo di trucco e, in versione casalinga casual, era ancora più bella della sera precedente. Ci fece accomodare in salotto e chiese ad una zia ,che viveva con lei, se ci preparava un buon caffè. Parlava in maniera forbita, signorile, con un timbro di voce caldo e senza nessun accento dialettale. A un certo punto il mio amico tirò fuori un pacchetto di sigarette e gliene offrì una. Lei stava per rifiutare ma, guardando bene il pacchetto, si illuminò “Ma songo ‘e contrabbande?!?” “”, rispose Carmine “Ho preso queste, sai, costano di meno” “’A zì, currite, a guagliune hanno purtato ‘e sigarette overe”.esclamò ad alta voce A questo punto si sciolse completamente e cominciò a parlare con noi, liberamente, della sua vita, della canzone napoletana, delle sue scelte artistiche e di tante altre cose. Io che sono sempre stato un suo ammiratore fedelissimo, le riportai alla mente tante cose che aveva fatto nel corso della sua lunga e luminosa carriera, alcune delle quali lei aveva completamente dimenticato di averle fatte. “Ma tu sei straordinario! Sei la mia memoria!” esclamò commossa ,con ammirazione, “sai cchiù cose tu ‘e me che io stessa”. “Ma perché” le domandai “non hai voluto incidere la bellissima canzone di Gino Paoli “Il cielo in una stanza”, che, poi, è diventato il marchio di fabbrica di Mina?” “Zitto,va, nun me ce fa penzà, feci un grandissimo errore di valutazione, allora. Ancora oggi mi pento di quel rifiuto”mi rispose con una punta di rimpianto nella voce-Quando ci congedammo mi regalò “Uomini e droga”, un bellissimo libro, scritto con Pino Bianco, che conteneva delle interviste esemplari a personaggi illustri e una ministoria della droga, con la dedica “A Franco, un po’ della mia vita…Miranda Martino”. L’ho rivista il 19 dicembre del 2014 in Campidoglio, a Roma, in occasione del “Concorso internazionale Giuseppe Gioacchino Belli”;l’Accademia del Centro culturale G.G.Belli le aveva conferito un meritatissimo premio alla carriera e lei lo ritirò commossa, con l’eleganza e la semplicità di sempre, accolta da uno scroscio ininterrotto di applausi e da una standing ovation collettiva. Andai a salutarla e lei si ricordò subito di me. Inutile dirlo, era più bella che mai! “Miranda” le chiesi “qual è il trucco, qual è il segreto?” “Di cosa?”mi domandò “Come di cosa?” le dissi” Del tuo splendido aspetto fisico, della tua solarità e della tua bellezza che non conosce l’usura del tempo“Una vita serena e sana e sempre al lavoro” mi rispose sorridendo “Qui è tutto naturale, guarda, niente lifting,niente silicone, nessun tiraggio, si stanno speranza ‘a mme ‘e chirurghe estetici fanno ‘a famm”. Qualche domenica fa è stata ospite di Domenica in, nel clima accogliente e distensivo del salotto della bravissima Mara Venier.Ha parlato di tante cose, del libro che ha da poco scritto, presente ora in tutte le librerie col titolo “Caduta in un gorgo di torbide passioni” e ha raccontato alcuni aneddoti divertenti della sua vita. Per chi non avesse visto la trasmissione, voglio ricordare l’aneddoto della mossa, risalente a molti anni fa. “Ornella Vanoni” racconta Miranda “andò a fare uno spettacolo a Cassino; a un certo punto il pubblico, all’unisono, le gridò “Facce la mossa!”. Senza scomporsi, lei rispose:” Non sono mica Miranda Martino!” Io ci rimasi male perché, detto così, sembrava che io facessi solo quello quando ero sul palco. Quando, poi, tempo dopo, fui invitata alla festa di Piedigrotta mi fecero cantare ,immancabilmente,“A frangesa”, una canzone in cui la mossa è d’obbligo e io, naturalmente, ne regalai una coi fiocchi al pubblico presente, che pendeva , a bocca aperta, dal movimento ritmico del mio bacino. In quel momento arrivò Ornella Vanoni e, sorridendo di gusto, mi disse: “lo vedi che fai sempre la mossa!” Mi abbracciò con affetto e stima e, da allora, siamo diventate grandi amiche”. Grazie, Miranda, per la tua splendida voce, per il tuo incisivo e indimenticabile apporto artistico nel mondo dello spettacolo, grazie per la tua amicizia e per avere aiutato la mia mano a scrivere di te e di qualcuno dei tantissimi aneddoti che hanno accompagnato la tua prestigiosa e inossidabile carriera.

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