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Namastè. Giudico quindi sono

16 Novembre 2019 Author :  

di Maria Rita Ciancia*

Namastè amici…
Cartesio diceva “Cogito ergo sum” ossia Penso dunque sono, ponendo il concetto che l’esistenza di noi stessi è provata dal fatto che generiamo idee! Quest’oggi voglio semplicemente fare con voi una riflessione! Come la maggior parte di voi lettori ho un profilo Facebook, e quando ho poco da fare apro l’applicazione dal telefono e dò un’occhiata ai fatti del mondo delle mie “amicizie” multimediali. Tuttavia più passa il tempo e meno mi appassiona. Perché? Bhé leggo i vari post . prima di tutto vedo tanti lamenti….. si passatemi il termine “lamenti”. Persone che ritengono di aver ricevuto soprusi da altre persone o più in generale dalla vita e affidano ad una tastiera e uno schermo senza volto ne anima, il proprio disappunto.
Secondo voi quanto un essere umano, dotato di intelligenza superiore, anima e pensiero può ricavare da uno schermo? Perché è diventato tanto complicato rivolgersi alla persona che ci ha offeso o fatto del male e dire: - “senti mi hai ferito, perché?” magari l’altro non se ne è neppure accorto!!!
Leggo post di uomini, senza figli ne mogli disquisire sull’aborto, dare giudizi sulla correttezza o meno della pratica dell’aborto. A questi uomini e anche (purtroppo donne) vorrei dire:-“senti quando diverrai donna, madre e ti capiterà di dover decidere sul portare avanti o meno una gravidanza, quando quell’essere lo sentirai dentro di te dal primo istante in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo, e poi dovrei scegliere, straziando la tua essenza, di portarlo avanti o meno”. Bhè solo allora anzi anche allora ti conviene non proferire verbo! Perché? non chiedetelo. Ogni persona è un modo e ogni storia personale un universo e, nessuno, (anche vivendo la stessa situazione) può permettersi di dare un giudizio!
Ho preso un esempio a caso, uno di quelli che certamente mi dà maggiormente fastidio, tuttavia e purtroppo, aggiungerei non è l’unico. Si apre Google si digita un termine si legge qualche rigo di Wikipedia e si diventa dottori! Esperti qua e là, ora di medicina, ora di psicologia, ora di cosmesi ecc… Insomma se ci viene bene si fa una lettura da internet altrimenti le cose si conoscono a prescindere!!!!
Amici leggere queste cose è svilente, non perché sono una psicologa, ma perché da persona a persona mi chiedo: “Ma che fine stiamo facendo?”
Ho scritto già di questi argomenti, raccontandovi di un aneddoto personale, nell’articolo di qualche tempo fa “Nelle scarpe dell’altro” Tuttavia sento di non potermi esimere dal riprenderlo.
Leggete voi stessi, se vi va raccontate voi stessi. la qualità della nostra persona non è direttamente proporzionale alle brutture della vita degli altri. Gli altri di cui S-parliamo sono uomini e donne con un proprio bagaglio con una propria anima e nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di dare giudizi sull’animo di un altro essere umano. che tra l’altro neppure si conosce!
Immaginate Cartesio oggi che smanetta sul pc o sul cellulare cosa scriverebbe come presentazione di se stesso? Magari con i tempi che corrono:
Giudico quindi sono….

Dott.ssa Maria Rita Ciancia
Psicologa Clinica e di Comunità
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