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“A mà, ma chi è sta buzzicona?”, l'aneddoto di Christian de Sica

13 Gennaio 2022 Author :  

di Francesco Apicella

“Mio padre”ha raccontato Christian de Sica a Mara Venier, a Domenica in, parlando di Vittorio De Sica, il suo celebre papà “ lo vedevo 3 giorni alla settimana perché lui si divideva tra due famiglie: 3 giorni stava con Emi, figlia della prima moglie e 3 giorni stava con noi, figli della sua amante, perché la mia mamma era l’amante di papà. Allora il divorzio non c’era ancora in Italia e, così, per poter sposare mamma e darci il suo cognome, papà prese la cittadinanza francese per sé e per tutta la famiglia. Col passare degli anni, poiché io non desideravo affatto essere francese, chiesi al presidente della repubblica che, allora, era Sandro Pertini, se mi faceva ritornare ad essere italiano. E lui mi accontentò!. Quando mamma e papà si sono sposati, erano tutti e due anziani perché io avevo 18 anni e mio fratello Manuel 20. Ma erano già da tempo marito e moglie nella vita privata perché vivevano insieme da tanti anni. La mattina del matrimonio mio padre stava a letto e leggeva il giornale tranquillamente, mia madre invece era vestita di tutto punto,di bianco, pronta per andare in un paesino lì vicino, per sposarsi. “Vittorio, svegliati!” “Sì, ho capito!” “Sei andato al bagno, ti sei messa la supposta di glicerina?” “Marì, se continui a rompere le palle, non ti sposo più!” Mia madre e mio padre erano molto spiritosi, ci facevano ridere molto e ridere fa bene, rende la vita più gioiosa e luminosa. Ci hanno insegnato che, nella vita matrimoniale, non bisogna mai prendersi troppo sul serio e che la cosa fondamentale tra marito e moglie, per la buona riuscita di un matrimonio, è il rispetto reciproco. Se manca il rispetto, il rapporto non ha scampo, finisce subito. Fino ad allora, né io, né mio fratello sapevamo dell’esistenza di nostra sorella Emi. Quando mamma e papà si sposarono la prima volta in Messico nell’estate del 1959, con un matrimonio non riconosciuto in Italia, qualcuno malignamente fece trovare ad Emi, in ottobre, quando si aprirono le scuole, nel suo banco, un ritaglio di giornale che riportava la notizia del matrimonio e c’erano pure le foto mie e di Manuel, con mamma e papà. La poveretta rimase annichilita perché non sapeva niente della nostra esistenza, come noi non sapevamo nulla della sua. Prese un appuntamento con mio padre, nel suo ufficio, e gli chiese, tremando con la voce, che voleva incontrarci. “Vieni domani alla Ricordi , dove fanno i doppiaggi, i ragazzi arrivano alle tre….vieni e te li faccio conoscere”. Emi andò, puntuale, il giorno dopo all’appuntamento, con il suo abito migliore, ma i ragazzi non c’erano. Noi non sapevamo niente perché nostro padre non aveva avuto il coraggio di dirci:”Venite a conoscere vostra sorella”. Questo scherzetto si ripetè 4 o 5 volte, finchè Emi non decise di procurarsi il nostro numero di telefono e di contattarci personalmente. Un giorno mi ha chiamato al telefono e mi ha detto:” Sono Emi, tua sorella…” “Come mia sorella?” ”Ci vediamo alle 16 a Villa Glori, venite!”. Mio padre non sapeva nulla, io e mio fratello siamo andati a Villa Glori e lì abbiamo incontrato nostra sorella Emi, una donna simpatica, intelligente, spiritosa, carina. Quando siamo tornati a casa, papà, in apprensione, ci fa:”Che v’ha detto?” “E che c’ha detto?!? Che era nostra sorella, ce lo potevi dì prima.” Dopo Emi è stata la volta della spagnola ….Holà, ablo con Christopher?” “Chi abla?” “Soy Vittoria De Sica,tua hermana (sorella, in spagnolo, n.d.r)…”Sono andato da mio padre e gli ho chiesto:” A’ papà, ma chi è questa?” “E’ la figlia di Maria Muñoz…sai la mamma mi recitava le poesie di Federico Garcia Lorca..” “E tu c’hai fatto una figlia?!?” “Eh, sì…capita, capita….” Il giorno del funerale di mio padre, al Verano, c’eravamo io, mia madre, mio fratello, Emi e anche la sorella spagnola. Dopo che hanno messo la lapide sulla tomba, vedo una “culona” che sta abbassata sulla lastra di marmo e sta sistemando una di quelle Madonnine votive, fosforescenti, si gira e, quando la vedo, sobbalzo. C’ha la faccia mia! Na’ buzzicona con un culo enorme! “Ma tu chi sei? Chi cazzo sei?” “So Inese, la figlia della sarta,di Lidia…Lidia la sarta”.sono andato da mia madre che, da spagnola di classe, se ne stava tutta compita, con espressione seria ed elegante, e le ho chiesto:”A mà, ma chi è sta buzzicona? “Lasciamo perdere” mi ha fatto con un gesto evasivo della mano…e, poi, ne sono uscite altre di sorelle, una collezione! Tutte femmine!”Grande Christian De Sica, simpatico, talentuoso, divertito, divertente, spontaneo, dalla risata facile e contagiosa. Come il suo grande papà un artista di successo, a tutto tondo: attore, regista, cantante ballerino, soggettista, sceneggiatore

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