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“Gli manca solo la parola!”, l'aneddoto su Lino Banfi

24 Maggio 2022 Author :  

di Francesco Apicella

“Nel 1979”, ha raccontato Lino Banfi in un’intervista, “girai il film “L’insegnante balla…con tutta la classe”,con Nadia Cassini, come protagonista femminile. C’era una scena in cui io toccavo per la prima volta la famosa facciata B della bellissima attrice. Io ero il primo attore, in assoluto, che toccava questa sua parte anatomica tanto apprezzata dal pubblico e la scena si svolgeva in una sauna dell’Hotel Hilton. Io, nel ruolo del professore Mezzoponte, insegnante di lettere, infatuato della bella insegnante di ginnastica, per avere un contatto fisico con lei mi ero travestito da massaggiatrice, con una fluente parrucca scura e il viso tutto truccato per sembrare una donna. Faceva un caldo pazzesco nella sauna ed io, un po’ per l’imbarazzo della scena, un po’ perché ero conciato in quel modo, ero tutto sudato. Yorgo Voyagis, un attore greco molto bravo, marito dell’attrice, disse che non voleva nessuno sul set mentre giravamo quella scena, a parte me, l’operatore alla macchina e sua moglie Nadia che, stando sdraiata sul lettino, in posizione prona, non vedeva quello che facevo io e le espressioni della mia faccia, mentre le massaggiavo il fondoschiena. Guardando quella “meraviglia anatomica” che stavo massaggiando, io dovevo dire:” Madonna benedetta, gli manca solo la parola!”ma, poi, come ispirato da quello spettacolo, aggiunsi una battuta che sul copione non c’era: “Se ci fosse Michelangelo, gli darebbe una martellata e direbbe:” Perché non parli?” Dopo aver girato la scena mi venne automatico di dire al marito:”Scusa, Yorgo, ho sentito che tu hai assicurato quella parte del corpo di tua moglie per 2 miliardi, perché?” “Nadia lavora solo per quello!” “Madonna pensai, meno male che la moglie non ha sentito, altrimenti gli avrebbe sputato in faccia, dicendogli “Ma che stima hai di me?”ma la realtà era un’altra perché Yorgo aggiunse:” Se durante una scena Nadia casca e si fa male, come facciamo? Noi viviamo bene proprio per questa sua parte.” Dal giorno che avevo toccato quel punto caldo del corpo di Nadia tutti gli attrezzisti, gli elettricisti e i macchinisti, quando mi vedevano, mi gridavano:”A Lino, nun te lavà la mano!”. Legato a questo c’è un altro episodio, che coinvolge un famoso dermatologo di Bari, che operò mia madre per un epitelioma al labbro inferiore. Io, purtroppo, per motivi di lavoro, non potei andare a Bari ed essere presente accanto a mia madre, nel momento dell’intervento. Preoccupato, telefonai al professore e gli dissi.” Professore, mi raccomando mamma “ “Ma sei veramente Lino Banfi? “Sì, sono io!”Non preoccuparti, ci penso io a tua madre, stai tranquillo, andrà tutto bene, fra qualche giorno poi ci conosceremo.” Io, appena ho potuto, sono andato a Bari dal professore per ringraziarlo per l sua gentilezza e la sua disponibilità. Era in una clinica di Bari e stava operando; a mia madre,però, l’aveva operata al Policlinico. Questo, appena mi vede, si illumina e mi fa.” Banfi, non ci posso credere, è proprio lei!” Era un bell’uomo, alto, abbronzato, col camice bianco, immacolato, il fonendoscopio al collo e un codazzo di medici che lo seguiva, sembrava proprio uno di quei medici patinati che si vedono nei film. “Lasciatemi solo con Banfi!” dice a tutti. Ha aperto la porta del suo ufficio e io sono entrato con lui. Appena dentro, lui chiude la porta a chiave e, guardandomi fisso, mi si avvicina sempre di più. “Madonna dell’Incoronata!” ho pensato “ma questo che intenzioni ha?”Quando mi si è parato proprio davanti, con mia grande sorpresa, si inginocchia, mi prende la mano, la bacia ripetutamente e mi fa:”Finalmente posso baciare la mano di quello che ha toccato il culo di Nadia Cassini”. “Madonna santa” mi sono domandato “ma io in che mani ho messo mia madre?”. Però, a dispetto del suo accorato baciamani di ammirazione, lui era un grande medico, bravissimo nella sua professione e l’intervento di mia madre era perfettamente riuscito.” Ringrazio il grande Lino Banfi per questo simpatico aneddoto e, augurandogli ogni bene, nella vita e nella professione, gli mando, a nome di tutti, un forte abbraccio, in segno del profondo affetto che proviamo per lui per la sua immensa carica di umanità, la sua simpatia, la sua semplicità e, soprattutto per la sua straordinaria bravura e professionalità.

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