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Fase 2: riaperture di librerie, ristoranti e pizzerie in Campania, a Salerno anche proteste

23 Aprile 2020 Author :  
La possibilita' di riprendere l'attivita' con le consegne a domicilio non convince del tutto gli operatori salernitani della ristorazione che si dicono scettici per via delle difficolta' nel reperire sul mercato i dispositivi di protezione individuali e degli orari d'apertura ridotti. Percio', alcuni sono pronti ad aderire a un flashmob di protesta: luci delle insegne accese e un tavolo apparecchiato e, il giorno seguente, consegna al Comune delle chiavi dell'attivita' commerciale. Diverso il discorso per le librerie che, grazie alla possibilita' di proseguire con la vendita online gia' dopo la prima chiusura imposta dalla normativa anticontagio, rialzeranno le saracinesche osservando scrupolosamente le disposizioni previste dall'ordinanza del presidente della Regione Campania, pur non temendo alcun assalto perche' resta l'obbligo, per le persone, di restare a casa. Il presidente di Confesercenti provinciale di Salerno, Raffaele Esposito, analizzando per l'AGI le proiezioni Fiepet Confesercenti, ritiene che questa parziale riapertura e' "un piccolo spiraglio di luce per un comparto fortemente danneggiato dalla crisi e dove piu' del 40% del guadagno annuale e' ormai andato in fumo". "Siamo per un'apertura graduale, ma insieme e di tutti i comparti ferme restando le misure di contenimento del contagio", aggiunge invocando "regole certe per ripartire, con linee guida chiare e sostenibili, senza il fardello di misure troppo onerose e non rimborsate per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro" e "maggiore attenzione da parte dei Comuni per i tributi locali che inevitabilmente verranno chiesti". L'ultima ordinanza rappresenta "un timido passo verso la normalizzazione", ma avverte che, "se si vuole investire sull'asporto attraverso le nuove tecnologie digitali, ci attendiamo misure valide di supporto agli esercenti". Carla D'Acunto, titolare del ristorante Mediterraneo a Salerno, che non faceva consegne a domicilio prima dello scoppio dell'emergenza, spiega all'AGI le difficolta' di chi, oggi, vorrebbe riaprire per effettuare l'asporto: "I ristoranti non hanno il codice Ateco per poter portare il cibo a casa delle persone. Per ottenerlo, sono necessarie due richieste amministrative al Comune da parte di un tecnico abilitato, pagare due bollettini da 80 euro cadauno, piu' circa 200 euro per la pratica del tecnico. Poi, ci vuole l'autorizzazione sanitaria che dovrebbe farla un altro tecnico. E, considerando che la riapertura per il solo asporto e' fino al 3 maggio e il primo maggio e' festa, parliamo di sei mezze giornate. Quindi, non ci sarebbe ne' il tempo per produrre questa documentazione, ne' per adempiere a tutte le altre norme previste per chi non ha mai fatto asporto. In piu', ci vorrebbe lo spazio per ospitare pile e pile di vaschette al posto dei piatti". Tutte difficolta' che spingono la ristoratrice a sottolineare che "non e' semplice dire di riaprire il ristorante perche' se non lo facevano prima e' praticamente impossibile pensare di farlo in tempi cosi' stretti". D'Acunto, tra l'altro, e' referente della Campania del movimento nazionale Risorgiamo Italia con il quale "abbiamo organizzato, dando comunicazione a Comune e prefettura, un flashmob il 28 e il 29. Il 28 alle 21, ogni esercente accendera' le luci del proprio ristorante, apparecchiera' un tavolo e inviera' un video in streaming che verra' trasmesso sulla pagina del movimento. Il giorno seguente, una delegazione sara' attesa, previo appuntamento, per una consegna formale delle chiavi delle nostre attivita' commerciali". Tra chi effettuava gia' le consegne a domicilio a Salerno, c'e' la pizzeria Salerosa, il cui titolare Gianluca Vitolo, raggiunto al telefono dall'AGI, evidenzia che "rappresentano un 30/35% della nostra attivita'". Ma, nonostante questo, osserva che, "oggi, e' difficile muoversi per organizzare il nuovo servizio a domicilio perche', facendo un rapido giro dei fornitori, noto difficolta' nel reperire i presidi necessari alla riapertura". Percio', "quasi sicuramente, lunedi' non riapriro' perche' non penso di essere in grado, in cosi' poco tempo, di mettere in sicurezza i dipendenti. Mi sto organizzando e preferisco riaprire dopo qualche giorno". Hanno studiato, per l'intero pomeriggio di ieri, l'ordinanza firmata da De Luca i titolari della libreria Imagine's Book di Salerno per capire "come preservare la salute ed evitare eventuali sanzioni", rivela, interpellato dall'AGI, Rosario Casolaro, uno dei due soci. "Ci stiamo attrezzando con tutto cio' che dobbiamo avere, tra mascherine, gel per le mani e via dicendo". Da lunedi', intanto, "lavoreremo a personale ridotto, dei 5 dipendenti, lavoreremo in 3". Certo, ammette, "avremmo preferito poter aprire prima, siamo rimasti quando, a livello nazionale, e' stata data la possibilita' di aprire e in Campania no". Comunque, anche dal 27 aprile prossimo, "i clienti non potranno venire in libreria, quindi il rischio di eventuali assembramenti non sussiste proprio". Ma, gia' dal 12 marzo scorso, "ci siamo attrezzati facendo consegne a domicilio e ha funzionato molto bene", dice ammettendo di essersi accollati le spese per le spedizioni "anche per invogliare le persone all'acquisto".

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