Scafati. Operazione "Sarastra", patto politica e camorra: Loreto in aula conferma ma si contraddice

11 Aprile 2019 Author :  
Processo Sarastra: in aula il pentito Alfonso Loreto bersagliato dagli avvocati di Aliberti, conferma l’accordo ma si contraddice sulle date. Ieri, nuova udienza del processo Sarastra: l’inchiesta che vede sotto accusa l’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, il fratello Nello, la moglie e consigliere regionale Monica Paolino ed altri imputati, tra i quali l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi, per scambio elettorale politico mafioso. Diverse le contestazioni mosse dagli avvocati difensori dell’ex sindaco Pasquale Aliberti, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, al collaboratore di giustizia Alfonso Loreto. L’interrogatorio di ieri ha fatto emergere delle contraddizioni nel racconto di Loreto. Il testimone in effetti non è mai stato protagonista del patto politica – clan, a fare da tramite fu Luigi Ridosso che a sua volta utilizzava il fratello Andrea Ridosso, aspirante politico, sponsorizzato dall'ex consigliere Raffaele Lupo. In aula, Loreto, ha raccontato di un suo incontro con Luigi Ridosso ma, nel raccontare l'incontro, lo ha racchiuso in un preciso spazio temporale che lui in quel periodo era in carcere per scontare una pena. Loreto ha confermato la presenza di Roberto Barchiesi nella lista “Grande Scafati” come loro uomo: “Il nome di Andrea Ridosso non andava bene, Aliberti gli disse che lo avrebbe fatto crescere, ma doveva dissociarsi pubblicamente dal clan” e quindi la candidatura Barchiesi “Il nostro cavallo vincente”. Loreto ha confermato che l'accordo con Aliberti era di ricevere degli appalti in cambio di voti. Solo che dopo la grande attesa il grande appalto non era arrivato e quindi erano iniziati i primi dissidi con Barchiesi prima e poi con Aliberti. A conferma di questo l'aggressione, fuori al bar, subita da Barchiesi proprio per non aver rispettato il patto tra loro e l'ex sindaco. Inoltre, racconta degli appalti del verde pubblico e della pulizia all’Acse, i cui importi miseri sarebbero stati accettati per non creare dissidi interni. Lo stesso Loreto durante l'udienza ha ribadito che alle regionali del 2015 Dario Spinelli, pregiudicato legato al suo clan, che oggi è pentito, aveva ricevuto 500 euro da Pasquale Coppola, ex presidente del consiglio comunale di Scafati, per organizzare un comizio elettorale nelle palazzine popolari anche se poi, ha precisato Loreto, non lo avrebbe veramente appoggiato alle elezioni appoggiando la candidatura di Monica Paolino.

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