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“Fermate, zitta! Fermate che t’ammazzo!”, l'aneddoto su Verdone

24 Marzo 2021 Author :  

di Francesco Apicella

“Avevamo l’ordine di sbrigarci, di fare presto perché stava arrivando una bomba d’acqua su Londra” racconta Carlo Verdone ai colleghi e amici del fortunato programma di Rai 2 “Maledetti amici miei” Eravamo ad Holland Park nel distretto Notting hill di Londra, dovevamo girare la scena finale del film “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”, quella in cui io, sulla musica dei titoli di coda, bacio appassionatamente Margherita Buy. Altro che bacio appassionato! Margherita non si decideva a darmi quel “maledetto” bacio, ogni volta che mi avvicinavo si ritraeva, si schermiva e diceva:”No, no!”. Non ne potevo più, la troupe la odiava, s’era creato il gelo. “Dai, Margherì, sbrigamose, stà arrivando il diluvio”. Dopo 36 ciack andati in fumo, presi una decisione improvvisa, l’afferrai per il collo, come si fa con una gallina e la tenni ferma . “Nun te move, ferma! Fermate, zitta, fermate che t’ammazzo!”.Immobilizzata come un cappone a cui si sta per tirare il collo, Margherita finalmente si fece baciare. Anche se agli spettatori l’immagine sullo schermo è arrivata come un bacio appassionato, è stato un bacio “sudato”, sicuramente uno dei baci meno romantici della storia del cinema. Alla fine della ripresa, come se niente fosse, lei si è avvicinata e mi ha dato un bacio. “Te possino!” le ho detto “sono stato due ore a combattere per riuscire ad averne uno sul set e me lo dai adesso!”Ad assistere alla scena c’erano due signore molto hippie, coi capelli tutti “frullati” e, alla fine della ripresa, una delle due si avvicina e mi chiede di cosa tratta il film. “E’ la storia di un biografo di rockstar morte che, qui, si occupa di capire come è morto Jimi Hendrix” le dico “Wow!” mi fa lei “ma, allora, lei deve venire assolutamente a casa mia, abito a 300 metri, le devo far vedere una cosa che la interesserà molto e, se vuole, può portare anche il suo operatore per filmarla. E’una sorpresa!”.”Mi faccia vedere prima che cos’è” rispondo e , intanto, tra me penso “Mò, me tocca pure d’annà a casa de questa”. Dopo aver accompagnato l’amica, la signora mi porta a casa sua, accende la luce e che te vedo? Su una mensola c’erano due calchi in gesso di grossi membri maschili. Due piselloni!”Guardi” mi dice ,orgogliosa, “questo è di Jimi Hendrix!”Era un membro di notevoli dimensioni! “E quello è di Frank Zappa” aggiunge “Guardi che belli!”. Il secondo era ancora più grosso del primo! “Sa” mi dice”ho realizzato molte sculture sul sesso di grandi rockstar e di grandi artisti, se vuole può filmare, le costerà solo poche sterline”. “Ci penserò!” le ho detto, andando via. Avevo appena visto il campionato del mondo, la champion league della “virilità”. Mi sono sentito inferiore, un uomo di serie C ma credo che chiunque si sarebbe sentito umiliato di fronte a quei due enormi “monumenti” ai caduti. Poi, Gino Castaldo (giornalista e critico musicale italiano n.d.r) mi ha detto che lui questa storia la sapeva, la signora si chiamava Cinthia Plaster Caster ed era un’artista che negli anni sessanta era diventata famosa per aver realizzato calchi in gesso degli organi genitali di alcune delle più celebri rockstar dell’epoca. Aveva cominciato con Jimi Hendrix e poi, sulla scia del successo della sua prima opera, aveva proseguito con tante altre celebrità. Volendo si potevano riprendere i due “membri famosi” ma solo per puro divertimento perché con la storia del film non c’entravano niente. Decisi di non farlo! Il film è ambientato tra Cornovaglia, Londra e Milano. In Cornovaglia, ad un incrocio, c’è un cartello con su scritto, in gaelico, “incrocio delle streghe” e; secondo la leggenda, da quell’incrocio partivano tante stradine che, nel passato, portavano a casa le donne che praticavano la magia nera, molte delle quali, accusate di stregoneria, furono bruciate proprio nel punto in cui si trovava il cartello. Si racconta che quel posto sia maledetto e tutti i componenti della troupe inglese ne erano ossessionati. “Un giorno” racconta Carlo Verdone sulla sua pagina di facebook “mi sono rotto e li ho sfidati, facendomi una foto, addirittura, appoggiato a quel cartello per dimostrare loro che era una sciocca superstizione e che, anzi, il cartello mi avrebbe portato fortuna”. E così fu! “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” ottenne un grande successo di pubblico e di critica. Incassò nel 1992 quasi 13 miliardi di lire, ottenne 5 David di Donatello e altri importanti premi cinematografici.

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